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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'intervista

Renzo Arbore: «Mario Marenco amava Bari e seguiva solo l'istinto»

L'amico di sempre ricorda il "Riccardino" di Indietro Tutta, attore e umorista foggiano scomparso a 85 anni

Renzo Arbore: «Mario Marenco amava Bari e seguiva solo l'istinto»

M ario Marenco non c’è più e il capo-comico di tante maratone televisive e radiofoniche ha la voce incrinata dall’emozione. Renzo Arbore è a Foggia per partecipare al Medimex, la notizia lo coglie nel mezzo di un mini-tour che dovrebbe portarlo oggi anche a Napoli. «Dovrò invece tornare a Roma, devo andare a salutare Mario, certo che ci andrò».

Marenco è l’icona dei personaggi “arboriani”, con lui se ne va l'imprevedibilità e l'immaginazione di tante scorribande televisive e anche nella vita.
«È stato innanzitutto un genio assoluto, il più grande umorista di tutti i tempi e non temo di esagerare. Vuol sapere una cosa? L'unico conforto che avrò dalla morte di Mario è che d'ora in avanti potrò parlar bene di lui senza esserne più schernito. Lui era fatto così, persino i complimenti lo lasciavano indifferente».

Due foggiani che si sono incontrati lontano da Foggia. Ci spiega come andò?
«Mario era nato a Foggia da un colonnello della Guardia di Finanza che in quel periodo era in servizio in Puglia. Lui poi ha trascorso la sua infanzia e studiato a Napoli, noi ci siamo incontrati a Roma. È stato da subito un personaggio originale, sia come umorista che come architetto e designer. Un tipo così è difficilmente catalogabile».

Secondo lei qual è il personaggio più riuscito della sua lunga galleria?
«Ne ha fatti tanti, come faccio adesso... Voglio ricordare un aneddoto: lui è stato anche a Bari, amava moltissimo questa città. Ricordo che faceva Radio Bari e raccontava di Re Clodoveo: si fermò, guardò e disse Oh.... (risata). Mario era fatto così, aveva una personalità inconsueta. Ma Bari è una delle città che più ha amato e che si è portato dentro».

Il professor Aristogitone in “Alto gradimento” aveva un vago accento pugliese.
«Aveva tanti amici pugliesi, ma era geniale nelle sue invenzioni. Non si poteva imbrigliare un personaggio così, lui era un purosangue assoluto. Doveva fare quello che gli suggeriva l’istinto».

I più giovani ricorderanno Riccardino di «Indietro tutta», come nacque l’idea di fargli interpretare un bambino discolo?
«Lui era un fuorilegge, non aveva maestri, andava per i suoi territori. Riccardino è uno di questi personaggi, ma è tutta la sua carriera costellata di queste scorribande».

Lei, Boncompagni e Marenco: che rapporto c'era oltre le telecamere e i microfoni della radio?
«Con Boncompagni, Mario ha avuto una lunga frequentazione in Svezia. Ma io citerei un’altra persona».

Prego.
«Laura Antonelli, la sua prima fidanzata. Bellissima e straordinaria. Sono stati anni fantastici, Mario aveva sempre quell'aria trasognata e del grande umorista. Ciao amico mio».

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