Lunedì 21 Gennaio 2019 | 15:46

Lettere alla Gazzetta

La nostra Puglia salentina aggredita dalla Xylella

Noi cittadini della Puglia Salentina, stiamo assistendo impotenti alla totale distruzione dei nostri olivi secolari. Di quegli olivi che, oltre a darci un alimento pregiato, hanno consentito in passato di illuminare le città di mezza Europa. Quegli olivi che hanno visto il passaggio di San Pietro su queste terre.
Quegli olivi che per millenni sono stati l'eccellenza e la bellezza delle nostre campagne, da cui tutti siamo stati affascinati.
Ebbene, questi alberi maestosi stanno morendo, senza tregua, anzi, ogni giorno che passa, è sempre peggio, senza che nessuno possa reagire con mezzi adeguati.
Mi riferisco chiaramente a quella maledetta epidemia che qualcuno ha chiamato xylella fastidiosa. Malattia di cui nessuno, fino a qualche anno fa, aveva mai sentito parlare.
Non sappiamo nulla, né cosa sia né da dove è arrivato il batterio, almeno così è stato definito. Dobbiamo pensare che è giunto fino a noi con gli immigrati?
Oppure che ci sia stata l'azione di qualche criminale, per chi sa quale oscuro interesse? Pensavamo ormai di conoscere tutte le patologie delle piante ed eravamo preparati a combatterle efficacemente.
Ora invece ci troviamo ad assistere impotenti all'avanzata di questa nuova malattia che sta falcidiando i nostri oliveti.
Fino a qualche mese fa vi erano ancora zone apparentemente indenni, ma dopo le nevicate dei giorni scorsi che si sperava fossero efficaci a distruggere il batterio, è stato peggio. Ormai si vedono giornalmente gli effetti disastrosi della malattia. Non vi è più alcuna zona senza contagio.
Signori miei, stiamo assistendo ad una apocalisse, alla fine di un'epoca e nessuno sa dirci cosa fare.
A questo punto vorrei invitare il Signor Emiliano a fare un giro per le campagne della Puglia Salentina, meglio se accompagnato da qualche scienziato, per rendersi conto di quanto sta accadendo.
Vi prego fate presto.
Ormai non c'è tempo da perdere. Rimarremo presto senza quella risorsa che è stata da sempre l'eccellenza del nostro territorio.

Proto Alfredo, Nardò (Lecce)

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