Lunedì 21 Gennaio 2019 | 08:11

LETTERE ALLA GAZZETTA

Il Bari per crescere peschi anche in Lega Pro

Sul Bari che torna senza grandi ambizioni sul mercato, non da Paperone de’ Paperoni faccio due proposte da prendere come provocazioni, come invito a sconfinare nell’assurdo anche se un fondo di verità possono averlo. Se il direttore sportivo del Bari avesse dato per qualche mese un’occhiata alla Lega Pro specie alle squadre pugliesi, anche al simpatico Matera ora capolista, forse avrebbe sotto mano una lista di nomi importanti suggeriti dai suoi osservatori, elementi già pronti per la B.
Se diamo con lui anche un’occhiata alla classifica dei Cadetti troviamo nella zona grigia il solito Bari ondivago, preoccupato e nei primi posti in ottima salute quasi tutte le squadre arrivate l’ anno scorso dalla Lega Pro. Se sono lì vuol dire che il loro gioco funziona, morde gli avversari, rende, fa ricca la classifica. Ne abbiamo avuto una prova, l’ennesima, offerta giovedì al San Nicola da una Spal che ha «regalato» ai tifosi del Bari un altro fine anno da incubi.
Passo alle provocazioni, la prima. Se fossi Giancaspro andrei di corsa a Matera ed acquisterei in blocco la squadra. La trapianterei nel Bari dopo aver salvato quei quattro, cinque biancorossi che stanno facendo più del loro dovere. Gli altri, gli espiantati li manderei in provincia, far provare loro quant’è duro il pane su quei campi, quant’è difficile prendere uno stipendio a fine mese. Se è valida la regola squadra di Lega promossa in B vince il Campionato o si piazza subito per i playoff perché non dovrebbe valere anche per il Bari «rivestito» Matera?
Seconda provocazione. Signori del Bari vi prego, comprate di più in Lega Pro. Lì c’è gente, giovani che vogliono mettersi in mostra, fare strada, che danno tutto in campo non il minimo sindacale. È vero, bisogna comprare anche da squadre di B. Ma nessuno si priva del meglio che ha in casa per cederlo ad una squadra concorrente. Non mancano le eccezioni vedi l’affare Bari Ternana. Meglio sorvolare, la ferita ancora brucia. Sarà anche giusto bussare alla porta delle squadre di A. Vedere se hanno qualcosa di conveniente da offrire non fondi di magazzino. O peggio pezzi di pura archeologia calcistica buoni per Musei non per il Bari che dovrà riprendere a scattare in avanti, inseguire in classifica, guadagnare terreno in prospettiva playoff. Quindi niente errori come nelle due precedenti sessioni di gennaio. Commessi anche nella sessione estiva di luglio.
Buon lavoro dunque ai tre al vertice del Bari. E buona spesa nella speranza come spesso è accaduto che a farne poi le spese non siano i diecimila abbonati e le schiere di tifosi delusi.

Vittorio Torelli, Bari

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