Domenica 20 Gennaio 2019 | 17:42

LETTERE ALLA GAZZETTA

Aborto, incredibili processi agli obiettori di coscienza

Come ginecologo ed ostetrico premetto che sono un obiettore di coscienza e pertanto nessuno mai o nessuna legge potrà obbligarmi a procurare l'aborto. Due sono le ragioni fondamentali: come cattolico ritengo che la vita vada difesa dal suo inizio e come medico ricordo a me stesso di aver giurato su un testo di Ippocrate, nostro riconosciuto padre ispiratore dei principi che devono sottointendere all'ars medicorum, tra cui la proibizione di procurare aborti. E già la vita...sì signori quel cosino che dagli estensori della legge 104 era considerato ne più e ne meno che un cumulo di cellule, si è accertato che in realtà era un embrione nel quale si distinguevano gli arti, gli occhi e qualche attività cerebrale tra cui anche la sensazione del dolore, forse, non cosciente. E non gli obiettori ma qualche studioso avveduto ed autonomo parla di vita fetale, del dolore allorquando l'embrione viene sottoposto all'azione dello strumento che procura l'aborto.Certamente la mia attenzione è volta alla madre, alla donna che a differenza di Lui -embrione o feto ha possibilità di scegliere e difendersi. Ed allora ? Si abbia attenzione solo per la donna, anzi la Puglia sia la capofila nell'uso dei farmaci abortivi "ammorbidendo" il ricorso all'aborto, anzi si favorisca l'aborto terapeutico, come sta succedendo, accogliendo donne da altre Regioni. E ricordo sempre a me stesso che la tanto decantata legge 194 è intitolata "legge sulla tutela della maternità" e nella prima parte parla di prevenzione. Quindi se dei colleghi non obiettori danno una lettera all'atto delle dimissioni dopo che la donna ha abortito dove le viene detto che ci si augura che sia un'unica esperienza, "i benpensanti" si stracciano le vesti perchè si turba la psiche della donna che ha abortito ed aggiungo alla quale, previo suo consenso, viene posta la spirale all'atto dell'intervento.Insomma l'aborto ti ha dato una ferita nella tua psiche e io non posso augurarti che questa esperienza non si debba ripetere. Dunque viene da pensare che il ricorso all'aborto vada banalizzato, è una sciocchezza, anzi è un ottimo strumento contraccettivo perchè la sessualità della donna, la sua libera scelta, il totem della vita che non è dono dipende solo da lei.
Ed allora ecco l'episodio di Catania preso a pretesto per combattere l'obiezione di coscienza che in questo caso non c'entrava niente . E da lì si è preso lo spunto per una norma perchè chi dichiara di essere obiettore non possa essere assunto negli ospedali pubblici con buona pace di Ippocrate e dell'essere medici votati sino allo stremo alla cura e, se è possibile, alla guarigione del malato. E nel frattempo sui giornali, in tv processi agli obiettori che ricorda il lontano 1938 dove la maggioranza degli scienziati firmarono ed avvallarono la legge sulla razza tranne pochi, visti alcuni interventi delle società scientifiche a difesa a spada tratta della 194 per la seconda parte. E nel frattempo nessun giornalista o conduttore televisivo che "col dagli all'untore" si è scusato con i medici di Catania alle prese con un aborto settico evenienza temibile che purtroppo è nel bagaglio delle esperienze di noi ostetrici.
Testimonianza solitaria o quasi la mia come fu per quei pochi medici che si opposero nel 1938 al Duce , convinto di non essere approvato, ma non ci sarà nessuna norma voluta da Cesare a costringermi a procurare la morte di un essere umano perchè obbedisco a ben altra Legge Superiore.

Leonardo Damiani, Bari

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