Lunedì 21 Gennaio 2019 | 12:49

LETTERE ALLA GAZZETTA

L’aborto è sempre causa di problemi psicologici

Giusta l’indignazione per il foglio consegnato con la dimissione alla donna che si era sottoposta ad interruzione volontaria della gravidanza. Decidere di abortire è il più delle volte una decisione che non si prende a cuor leggero e quasi sempre in piena solitudine, senza l’altro responsabile della gravidanza non voluta, pronto a defilarsi appena possibile. E quindi è la stessa interessata ad augurarsi che quella tragica esperienza rimanga unica.
È pur vero che alcune donne, nella beata ignoranza di qualsiasi rimedio contraccettivo, non ci pensano più di tanto, dato che, nel malaugurato caso, c’è quella facile soluzione, però non proprio buon mercato.
Perché l’aborto è comunque causa di problemi psicologici. Ma non è opportuno nel momento particolare girare il dito nella piaga col ricordarlo. Dimenticando quanto possa essere più grosso il danno, per il corpo e per la psiche, connesso ad una gravidanza, soprattutto se non desiderata. E ancor di più non ci si può ergersi a censori parlando di implicazioni morali, perché ciò esula dai compiti medici e interessa soltanto la sfera privata della persona. Resta al limite il solo aspetto sociale, se si considerano i costi per la collettività, d’altronde preventivati, essendo l’intervento e le procedure connesse null’altro che l’applicazione di una normativa.
Come giustificazione all’inconsueta informazione è stata addotta quella che si tratta di un vecchio documento risalente a molti anni prima. Ma a quanto pare tuttora in uso. Sebbene il problema non sia la datazione quanto la paternità. Qualcuno dovrà pure averlo pensato prima che avesse l’ufficialità dell’azienda sanitaria, vendendo così a testimoniarne il pensiero. Certo non saranno tali parole a convincere la donna ad un atteggiamento più consapevole, se vengono poi a mancare tutti i sostegni necessari, dalla corretta informazione sulla contraccezione alla facile disponibilità dei rimedi possibili, giusto quanto previsto proprio dalla legge sull’aborto.

Giuseppe Gragnaniello, Terlizzi (Ba)

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