Martedì 22 Gennaio 2019 | 00:41

LETTERE ALLA GAZZETTA

Terremoto un proverbio nel passato

Il commissario Errani, nominato dal governo per gestire l’emergenza del terremoto delle Marche, ha indicato le sue priorità assolute: trasparenza, regole e controlli.
Molto bene, ma memori delle scabrose vicende del passato (mi riferisco al terremoto a L’Aquila, che comportò le dimissioni “spontanee” di Bertolaso per le inchieste avviate dalla magistratura sul tema), penso che dette regole debbano applicarsi anche per il suddetto ente (per trasparenza), con il controllo sugli ingenti fondi gestiti ed assegnati, compreso quel corposo «zainetto» di 10 milioni di euro provenienti dagli sms «solidali». Controllo da effettuare anche su tutte le somme spese (come, quando e perché), tenendo presente che, e non se ne comprende il motivo, la Protezione Civile non ha alcun obbligo né di rendicontazione, né di giustificare incarichi e commesse, o l’assegnazione di lavori senza gare di appalto.
Nessun vincolo di spesa, quindi, e nessun controllo di terze autorità, su un ente governativo gestito in maniera privatistica. Tutto in violazione delle tre importanti norme già descritte ed enunciate dal commissario Errani. Non per essere cinici, ma forse serve citare un proverbio del passato, che a volte ritorna utile e che si richiama all’odore del pesce, quando non è fresco. È solo un dubbio, ma mi piacerebbe che qualcuno me lo potesse togliere in fretta.

Armando Santoro, Bari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400