Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 07:30

LETTERE ALLA GAZZETTA

Al contribuente una domanda più semplice

Hanno avuto inizio sui Media gli interminabili dibattiti riguardanti il canone Rai sulla bolletta elettrica, introdotto dal Governo per recuperare, si suppone, evasione fiscale da parte, si dice, di un italiano su quattro che vede la televisione a scrocco. Andiamo per ordine.
A parte il fatto che non si capisce bene se questo nuovo metodo di trasferimento e imposizione di una vecchia tassa televisiva dello Stato, dall'Agenzia delle Entrate alle compagnie elettriche, sia costituzionalmente corretto.
Non si riesce nemmeno a percepire se una famiglia, già titolare dell'imposizione, debba pagare la stessa tassa anche per l'altra dimora o per le altre dimore, tenute tutte a propria esclusiva disposizione e dotate ovviamente di contatore elettrico nonchè di apparecchio televisivo.
Nel caso che gli si chiedesse di pagare il canone per ognuna di queste ultime abitazioni credo che sarebbe ingiusto come è ingiusto che si paghi la spazzatura per il semplice fatto che energia elettrica e immondizia sono sempre una e una sola famiglia a consumare e produrre spostandosi da una casa all'altra.
Non sarebbe più utile e sbrigativo che lo Stato chiedesse al contribuente una dichiarazione che, oltre a detenere uno o più apparecchi televisivi nell'immobile allacciato a un contatore di energia elettrica, contenesse anche una delle seguenti diciture: casa di sua proprietá per abitazione principale, a disposizione o in locazione?

Franco Muolo, Monopoli (Bari)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400