Lunedì 21 Gennaio 2019 | 18:34

LETTERE ALLA GAZZETTA

La cura silenziosa ed efficace che frena il terrorismo

Giorno di Pasquetta uggioso, dal tempo incerto e quindi si decide di soprassedere dalla consueta gita fuori porta. Consulto la chat dove interagiamo tra noi amici ed apprendo che uno di noi ortopedico è in ospedale per lavoro. Non so, ma dentro di me, sento di dovere andare da lui per augurargli Buona Pasqua. Lo trovo lì a consultare la TAC di un paziente arabo di 23 anni: ha una brutta frattura procurata da una caduta sul lavoro , che chiamerò Ibrahim. La complessità dell'intervento richiede scelte tecniche ed un approccio non facili. E rifletto con lui sul massacro a Lahore di oltre 60 cristiani, tra cui la maggioranza sono donne e bambine, e gli dico con stizza "Verrebbe da dire a quei terroristi assassini che lo curassero loro Ibrahim..." anche di Venerdì giorno dedicato alla Moschea,continuo a riflettere tra me e me, come il mio amico in un giorno della massima festività cristiana, lo dedica a curare l'ultimo ma non ultimo degli uomini, con serenità. E mi risponde il mio amico " Tra le Brigate Rosse c'erano cattolici...che ammazzavano in nome di ...nobili ideali...forse". Lo abbraccio e lo lascio mentre dà disposizioni al personale per la preparazione di Ibrahim per l'intervento che farà all'indomani.
Continuo a pensare che mentre il Questore di Bari dopo un anno e mezzo dalla nomina a Bari lascia per andare a Milano, mentre ancora una volta la sede del capoluogo rimarrà vacante a lungo , scopriamo che alcuni terroristi delle recenti stragi francesi e belghe sono passati da Bari proprio nel periodo di vacatio non breve alla Questura prima della venuta dell'ormai ex ultimo questore. L'ineffabile ministro dell’Interno deve per compito vigilare e reprimere, ma davanti a nomine e gestione del potere, con disinteresse continuo per l'ordine pubblico a Bari mostra ,a dir poco, un discutibile senso del dovere . Bari è Sud , non è un porto di approdo di terroristi, non vede l'opera di clan mafiosi, insomma è un isola felice di serie B che può aspettare a lungo...
Chi combatte di più il terrorismo mi chiedo? Un ministro disattento, concentrato a non perdere la poltrona o il mio amico medico che in un giorno festivo qualunque con passione e nella normalità cura un arabo, un musulmano, uno di noi? La risposta sarebbe ovvia, se non fosse che la civiltà occidentale tende a chiudersi e cerca soluzioni unicamente repressive , trovando però una resistenza attiva da parte di tanti che in silenzio operano e sono anonimi? E tengono a ribadirlo nella più assoluta normalità.
Certo che alla morte rispondendo con la vita, si sconfiggono i talebani stragisti o membri dell'ISIS, che non lo sanno, sono stati già sconfitti dalla storia attraverso la testimonianza viva degli Ibrahim e del medico che li cura.

Leonardo Damiani, Bari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400