Mercoledì 21 Novembre 2018 | 05:12

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La protesta a Taranto

Ilva, assemblea dei lavoratori cassaintegrati
Emiliano: «Intollerabile selezionare operai 'morbidi'»

Terza assemblea questa mattina davanti alla portineria D dell’Ilva, organizzata dalla Flmu Cub, a cui hanno partecipato lavoratori dichiarati in esubero

TARANTO - Terza assemblea questa mattina davanti alla portineria D dell’Ilva, organizzata dalla Flmu Cub, a cui hanno partecipato lavoratori dichiarati in esubero, rimasti con l’Ilva in As in regime di cassa integrazione straordinaria almeno fino al 2023. Molti operai contestano i criteri adottati da ArcelorMittal per l’individuazione degli assunti. «Il nostro obiettivo - ha sottolineato Stefano Sibilla, segretario provinciale della Flmu Cub - è quello di coinvolgere sia i lavoratori in As che i lavoratori occupati tutt'oggi in quella fabbrica, quindi sotto contratto con Mittal, sia l’intera cittadinanza tarantina. Oltre ad essere stati lesi da un punto di vista ambientale, ci ritroviamo a rivendicare anche i diritti occupazionali, grazie all’accordo sottoscritto il 6 settembre 2018». Un accordo che «ha sancito per tutti noi - attacca Sibilla - oltre al danno anche la beffa, in quanto nonostante continui ad ammazzarci, non ci tutela da un punto di vista occupazionale. Affinché si possano prendere delle decisioni partecipate dal basso e orientate verso una soluzione, invitiamo tutti i lavoratori in AS, i lavoratori in Mittal e cittadini alla prossima assemblea» che si terrà mercoledì, alle ore 18, in piazza della Vittoria. (Foto Todaro)

I SINDACATI - Le segreterie provinciali Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno chiesto un incontro alla Regione Puglia per sollecitare una «forma di coinvolgimento" dell’ente nella gestione della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori dell’Ilva dichiarati in esubero, come già avvenuto nel 2017. Alla Regione si chiede di mettere in campo "ogni sostegno utile a garantire una integrazione salariale», anche con l’individuazione di ulteriori attività e/o percorsi formativi». Dall’1 novembre sono passati alle dipendenze di ArcelorMittal in regime di «distacco» fino al 31 dicembre 10.700 lavoratori in tutti gli stabilimenti del gruppo (8200 a Taranto), mentre gli esuberi sono 2586 e restano in capo all’amministrazione straordinaria in cassa integrazione straordinaria a zero ore (solo 300 saranno utilizzati per le bonifiche). Alcune centinaia di lavoratori hanno aderito o aderiranno all’esodo volontario con incentivo. Mercoledì alle ore 13 Matthieu Jehl, Amministratore delegato di Am InvestCo Italy, la cordata che ha acquisito l’Ilva, terrà una conferenza stampa nello stabilimento di Taranto per la presentazione dei piani industriale e ambientale e della squadra di manager.
Giovedì, invece, è previsto un incontro al Mise per un confronto sui criteri adottati per l’individuazione degli assunti e degli esuberi dopo le polemiche sollevate dai lavoratori e dalla stesse organizzazioni sindacali che segnalano presunte anomalie e discriminazioni. 

L'IRA DI EMILIANO - «Stanno scegliendo, così mi dicono, gli operai 'morbidi', e quelli se li tengono. Gli operai più difficili da gestire, quelli li mettono in cassa integrazione. E questo non può essere tollerato». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, oggi a Taranto, parlando con i giornalisti dei criteri per le assunzioni all’Ilva. A margine della inaugurazione di un nuovo reparto ospedaliero, Emiliano ha parlato con i cronisti delle proteste di lavoratori e sindacati in merito ai criteri di selezione per individuare i lavoratori assunti da ArcelorMittal e di quelli dichiarati in esubero. Il governatore ha chiarito di aver parlato «con alcuni sindacalisti con i quali - ha precisato - siamo stati fianco a fianco prima per fronteggiare Calenda, poi per fronteggiare Di Maio».
«E' chiaro che a Roma ci deve essere qualche virus. Quando qualcuno - ha osservato riferendosi ai parlamentari del M5S - diventa qualcuno a Roma, si dimentica di esserci andato con i nostri voti e comincia a dare i numeri». «Avevano preso degli impegni - ha concluso - avevamo detto che il modello Riva non andava bene, di selezionare antropologicamente gli operai tra quelli affidabili e quelli non affidabili, e invece stiamo punto e a capo».

«La rabbia di non avere una risposta sulla salute delle persone che riguarda Taranto non la ingoio, non la ingoierò mai». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine dell’inaugurazione del nuovo reparto di Pneumologia dell’ospedale Moscati di Taranto e della stipula del contratto di stabilizzazione di 178 lavoratori precari dell’Asl.
«E' molto grande - ha aggiunto Emiliano - la rabbia che ho dentro per il modo in cui è andata a finire la trattativa Ilva, ma forse questa non è la giornata giusta. Potrebbero pensare che stia qui a fare casino e basta, ma io invece cerco di fare delle cose».
«Non gioco solo in difesa facendo gli ospedali - ha concluso - ma dobbiamo giocare anche all’attacco, impedendo alla gente di ammalarsi, che è una cosa sacrosanta».

(foto Todaro)

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