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Foggia in 20mila contro la mafia: il corteo di Libera dopo gli attentati

Presenti, tra gli altri, Don Ciotti, il ministro Teresa Bellanova, il presidente Emiliano, il sindaco di Foggia Franco Landella, il sindaco di Bari Antonio Decaro

FOGGIA - «Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione. Siamo qui per fare emergere i tanti valori della nostra terra affinché ci sia un passaggio, un cambiamento. È importante che ci sia continuità. Noi non possiamo lasciare la responsabilità solo sulle spalle della magistratura e delle forze di polizia, perché c'è una responsabilità di noi cittadini. Guai se non fosse così, guai se viene meno questo». Lo ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, alla testa del corteo contro la mafia appena partito a Foggia.

Alla manifestazione partecipano, secondo le forze dell’ordine, circa ottomila persone. «Sono 165 anni che parliamo di mafia - ha concluso don Ciotti - aveva ragione Falcone quando diceva che era una lotta di civiltà e legalità».

Il PREMIER CONTE - "Il mio pieno sostegno alla manifestazione contro la mafia che si svolge oggi a Foggia. La lotta alle mafie non deve avere bandiere nè colori politici. E’ una lotta che deve vederci tutti uniti nella stessa direzione e a difesa della libertà, legalità e giustizia». Lo scrive su twitter il premier Giuseppe Conte in relazione alla manifestazione promossa da Libera.

Un fascio di rose rosse è stato lasciato in viale Candelaro a Foggia, all’altezza del civico 27, dove il 2 gennaio scorso è stato ucciso il commerciante d’auto Roberto D’Angelo. Da qui è partito il corteo contro le mafie organizzato da Libera di don Ciotti.

Tante le persone anche comuni che hanno aderito all’iniziativa intitolata «Foggia Libera Foggia», promossa per rispondere all’escalation criminale nei primi giorni dell’anno: tre incendi, a due bar e una macelleria; l'omicidio di D’Angelo; e l’attentato dinamitardo all’auto del manager sanitario Cristian Vigilante, testimone in un’indagine contro la mafia foggiana.

Al corteo hanno annunciato la propria presenza anche la ministra Teresa Bellanova, il governatore pugliese Michele Emiliano, magistrati, sindacalisti, politici e studenti.

«Scendete in strada. Se ancora avete dei dubbi che questa manifestazione ha un qualche motivo di inutilità fateveli passare ora. Scendere di casa e state assieme a noi». Così la vicepresidente di Libera, Daniela Marcone, a Foggia per il corteo contro le mafie che partirà a breve.

IL SINDACO DI FOGGIA - «Questa - ha aggiunto il sindaco di Foggia, Franco Landella - è una bellissima giornata perché è scesa in piazza la stragrande maggioranza della Foggia perbene, che vuole continuare a vivere e che non si abbassa, non cala la testa davanti alla minoranza criminale che offende l’immagine di questa città».

«Questa è la vera Foggia - ha concluso - quella che vuole continuare a progettare il futuro dei propri figli»

«È molto importante essere qui. È molto importante che ci sia tanta gente perché dobbiamo avere finalmente la forza e il coraggio di riprenderci questo territorio, riprenderci casa nostra». Così Arcangela Luciani, vedova di Luigi Luciani ucciso con suo fratello Aurelio a San Marco in Lamis il 9 agosto 2017, perché testimoni involontari dell’agguato al boss Mario Luciano Romito e al cognato Matteo De Palma.

«La mafia - ha aggiunto - fa tanta paura ma bisogna andare avanti, non bisogna abbassare la testa perché altrimenti a questa paura se ne aggiungeranno delle altre. Mi auguro che da oggi lo Stato diventi parte integrante di questo territorio».

Alla manifestazione partecipa anche Marianna Luciani, vedova di Aurelio, secondo la quale «è fondamentale la nostra testimonianza per avere un futuro migliore per tutti noi. Rassicuro i miei figli senza portarli verso l’odio, altrimenti saremmo come loro»

DON LUIGI CIOTTI - «Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione. Siamo qui per fare emergere i tanti valori della nostra terra affinché ci sia un passaggio, un cambiamento. È importante che ci sia continuità. Noi non possiamo lasciare la responsabilità solo sulle spalle della magistratura e delle forze di polizia, perché c'è una responsabilità di noi cittadini. Guai se non fosse così, guai se viene meno questo». Lo ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, alla testa del corteo contro la mafia appena partito a Foggia. Alla manifestazione partecipano, secondo le forze dell’ordine, circa ottomila persone.

«Sono 165 anni che parliamo di mafia - ha concluso don Ciotti - aveva ragione Falcone quando diceva che era una lotta di civiltà e legalità».

LA MINISTRA BELLANOVA - «Questo è il posto dove devono stare i rappresentanti delle istituzioni perché noi dobbiamo dare forza ai cittadini e insieme a loro gridare ad alta voce che lo Stato è più forte e la criminalità sarà sconfitta con la partecipazione degli uomini e delle donne che vogliono vivere in serenità con le loro famiglia e vogliono vivere in uno Stato libero dalla mafia». Così la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, a Foggia per il corteo di Libera.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE - «Oggi siamo a Foggia con tutti i sindaci della Puglia e cittadini pugliesi che stanno dando solidarietà e sostegno alla città di Foggia minacciata e intimidita dalla mafia. Tutti al fianco dei cittadini di Foggia, di #donLuigiCiotti, di Libera Puglia, di Avviso Pubblico». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che partecipa al corteo di Libera nel capoluogo dauno.

«La rete nazionale degli Enti locali antimafia senza bandiere di partito per far sentire a tutti i testimoni che stanno denunciando questi criminali - aggiunge - alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Tutta la Puglia è Foggia e così sarà per sempre».

«La Puglia - conclude - non torna indietro e non si farà fermare da questi criminali»

«Con la gente di Candelaro contro la criminalità». E’ quanto si legge su uno striscione di alcuni bambini che partecipano al corteo antimafia di Libera a Foggia. In via Candelaro lo scorso 2 gennaio è stato ucciso un commerciante di auto con colpi di pistola. «Siamo tutti contro la mafia - dicono i bambini - la mafia a Foggia è pericolosa e non si può più vivere così, ne va del nostro futuro».

Tra i manifestanti spicca un grande uomo di cartapesta che rappresenta la città di Foggia. E’ stato realizzato dal Teatro del Pollaio la cui direttrice artistica Rosanna Giampaolo spiega: «Abbiamo voluto far sfilare la bellezza in risposta alle tante bruttezze che si sono verificate in città. Questo pupazzo ha anche i colori della nostra città: il rosso e il nero».

IL SINDACO DI BARI - «Oggi siamo qui per contarci. Dobbiamo contarci uno ad uno, fino a quando non potremo dimostrare nei fatti che siamo di più noi. In carne e ossa. Siamo di più. Sono di più quelli che stanno dalla parte del bene. Ecco perché è importante essere presenti qui oggi, come presenza fisica, non come testimonianza. La criminalità organizzata deve sapere che noi ci mettiamo la faccia, le braccia, le gambe, la testa. Chi si nasconde sono loro, i criminali». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decao, partecipando al corteo organizzato da Libera a Foggia contro la criminalità.

«Questo - ha aggiunto - lo devono sapere anche i cittadini di Foggia e dei comuni di questa zona che magari in questi mesi hanno paura, a loro vorrei dire 'non siete solì. Foggia non è sola, Foggia è Bari, è Lecce, è Taranto, è Brindisi. Foggia è la Puglia e questa terra non è abituata a nascondersi. Mai».

«Noi siamo qui - ha concluso - perché i cittadini pugliesi non vogliono nascondersi e vogliono lottare per dare un futuro ai loro figli, a questi territori».

L'ARCIVESCOVO DI FOGGIA - «La chiesa è sempre vicina a coloro che soffrono e che sono tentati dall’indifferenza che è la malattia spirituale di questi tempi. Il coinvolgimento è bello perché è bello sapere che si cammina per una città più fraterna e solidale». Lo ha detto l’arcivescovo di Foggia e Bovino, monsignor Vincenzo Pelvi che si è unito al corteo organizzato a Foggia da Libera contro le mafie.

PARLA IL FIGLIO DELL'IMPRENDITORE UCCISO - «Quando è stato ucciso mio padre siamo rimasti soli. Sembravamo degli appestati, lo Stato non c'era e vedere invece oggi questa partecipazione mi emoziona». Lo ha detto dal palco di Libera, Francesco Ciuffreda, figlio di Nicola imprenditore edile ucciso dalla mafia nel 1990 che con altri parenti di vittime di mafia è intervenuto a conclusione del corteo di Foggia. «Non abbiate paura e non mollate mai», ha aggiunto ringraziando Libera e «don Luigi Ciotti che - ha detto - ci hanno dato la forza di uscire dal nostro isolamento».

«Dopo l’omicidio di mio suocero nel 1992, sembravamo noi i mafiosi a Foggia. Ci eravamo chiusi in casa perché eravamo soli», ha raccontato sempre dal palco Giovanna, nuora di Giovanni Panunzio imprenditore edile ammazzato nel 1992 perché aveva denunciato il malaffare in città.

Al corteo ha partecipato anche Cristian Vigilante, manager sanitario a cui venerdì scosso hanno fatto esplodere una bomba sotto l’autovettura. «Sono in piazza come tutti i cittadini per manifestare contro ogni tipo di mafia - ha detto - Mi sento un cittadino come tutti e come tutti dico no alla mafia». «La mia vita è cambiata - ha aggiunto - nel senso che c'è una maggiore attenzione e timore, ma si cerca di riprendere la vita di tutti i giorni in maniera normale anche con il supporto delle Istituzioni che mi sono molto vicine». «Non posso dire di non aver paura - ha concluso - però cerco di dare serenità a mia moglie e ai miei figli. Con loro cerco di distrarli, di farli giocare e ridere».

 

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