Rifiuti tossici nelle cave di Trani? Nell’attesa di accertarlo, la Procura distrettuale di Napoli chiede il rinvio a giudizio per 20 imputati (16 persone fisiche e 4 società). A loro carico, l’ipotesi di smaltimento illecito di quasi 300mila tonnellate di rifiuti speciali in cave abbandonate, tra cui quelle di Trani. L’udienza preliminare è fissata mercoledì 11 marzo, il Comune si costituirà parte civile. L’accusa è avere gestito per oltre un decennio un sistema organizzato di smaltimento illecito di rifiuti speciali. Il pubblico ministero campano Cristina Curatoli contesta la gestione abusiva di 297.700 tonnellate di rifiuti speciali tra frazione umida e frazione secca, conferiti dalle ditte campane Sele ambiente, Gesia e Ilside, trasportati e smaltiti, secondo l’accusa illecitamente nelle province di Foggia, della Bat, di Benevento e Potenza. Un sistema che affonda le radici nel 2013 e che sarebbe ancora operativo.
La frazione secca sarebbe stata conferita alla Spazio verde plus società cooperativa, di Carapelle, trasportata all’impianto di stoccaggio di Foggia e poi smaltita mediante abbandono in cave abbandonate di Trani e Poggio Imperiale, nonché in terreni agricoli e aree protette nelle province di Foggia, Potenza e Benevento. La base operativa era ritenuta l’area di parcheggio di Carapelle della società Ecoball Bat. La frazione umida veniva invece indicata nell’impianto di compostaggio Biocompost Irpino di Bisaccia, in provincia di Avellino, dove il rifiuto sarebbe stato triturato e miscelato senza alcun trattamento reale, per poi essere trasportato con documenti che ne avrebbero attestato falsamente la natura di ammendante compostato misto e smaltito in una ex cava dell’Edil C. di Ordona, dove era in corso un ripristino ambientale.
I principali imputati sono Erminio Arminio, difeso dagli avvocati Martino Ciriaco, del Foro di Benevento, e Roberto Lambiase del Foro di Nocera Inferiore; Pasquale Di Ieso, difeso dagli avvocati Achille Stanziale, del Foro di Foggia, e Rosario Miglio, del Foro di Avellino; Giuseppe Francesco Caruso, difeso dall’avvocato Raul Pellegrini, del Foro di Foggia. A loro si aggiungono, sebbene trattati in separato procedimento in corso a Foggia, Gerio Ciaffa, Marco Specchio Di Fonzo, Giuseppe Zenga, Gianluca Cantarelli, Tommaso Bruno, Luca Pipoli, Michele Brandonisio, Donato Petronzi, Giuseppe Gammarota, Francesco Di Leno, Donato Del Grosso, Claudio Durante, Francesco Pelullo, Giuseppe De Nittis.
Del Grosso avrebbe sovrinteso il traffico illecito con le ditte campane. Ciaffa avrebbe gestito il coordinamento del trasporto della frazione umida verso la ex cava di Ordona attraverso l’Edil C. e la Pl Trasporti. De Nittis, amministratore di diritto dell’Edil C., avrebbe messo il complesso aziendale a disposizione dell’organizzazione. Arminio e Di Ieso avrebbero fornito stabilmente lo stabilimento di Bisaccia della Biocompost, dove i rifiuti venivano triturati e miscelati per poi circolare come compost fasullo. Brandonisio avrebbe messo a disposizione l’area di Carapelle della Ecoball Bat come base operativa. Cantarelli, Zenga, Caruso, Bruno, Pipoli, Di Leno e Del Grosso avrebbero operato come autisti dei camion. Petronzi avrebbe fornito mezzi e licenza per il trasporto. Durante e Pelullo avrebbero messo a disposizione i terreni per gli sversamenti della frazione secca. Sul versante delle persone giuridiche, la richiesta investe il Fallimento Biocompost Irpino, la Spazio verde plus, la Pl trasporti e l’Edil C, contestando nei loro confronti la mancata adozione di modelli organizzativi idonei a prevenire i reati.
Il Comune di Trani è incluso nell’elenco delle persone offese insieme a Cerignola, Carapelle, Apricena, Morcone e Ordona, al Consorzio igiene ambientale, all’Unione dei comuni dei cinque reali siti, alla Regione Puglia, all’Associazione comitato Ats Apricena, all’Associazione di Capitanata Rifiuti zero, al Forum ambientalista, alla società Enpa, al Centro studi naturalistici e al Comitato Wwf Foggia.
Il territorio tranese è stato, secondo la ricostruzione dell’accusa, uno dei siti in cui veniva abbandonata la frazione secca dei rifiuti speciali smaltiti dall’organizzazione. La costituzione parte civile di Palazzo di città, tramite il responsabile dell’Avvocatura comunale Michele Capurso, intende affermare la tutela del territorio e del patrimonio ambientale cittadino, già compromesso da precedenti e reiterati sversamenti illeciti. E la comunità ora attende di conoscere se la triste escalation dei conferimenti «arditi» sia davvero proseguita sino ad oggi.















