“Ho sparato per difendermi, non certo per uccidere o ferire: visto quant’ero vicino avrei potuto tranquillamente farlo”. Ha confessato e ottenuto gli arresti domiciliari Antonio Pasquale Anastasio, ventottenne di San Severo, già noto alle forze dell’ordine, arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione e porto illegale di una pistola Beretta calibro 6.35 con cui ha fatto fuoco contro un giovane marocchino residente a San Severo, con cui aveva litigato poco prima per un tamponamento tra due auto. Anastasio è accusato anche di ricettazione di una “Fiat Punto”; e di spari in luogo pubblico. Il gip Carlo Protano dopo aver interrogato ieri mattina l’indiziato, che ha confessato come già fatto ai carabinieri al momento di consegnare l’arma custodita in una masseria, ha convalidato l’arresto e mandato Anastasio ai domiciliari con braccialetto elettronico, come chiesto dal difensore, l’avv. Luigi Marinelli. Il pm chiedeva la detenzione in carcere. Un banale tamponamento avvenuto la mattina del 3 marzo all’origine dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco. E che l’indagato, come da lui ammesso, non volesse colpire l’uomo con cui aveva litigato lo dimostra l’atto di accusa del pm che gli contesta “solo” il possesso illegale dell’arma. Una “Fiat 500” con a bordo Anastasio e due amici in via Masselli ha tamponato la “Ford Focus” condotta dal marocchino in compagnia di un connazionale. Ne è seguito un alterco, tutto pareva finito lì. Invece poco dopo in piazza del Papa alle 12.30 c’è stata l’esplosione di 4 colpi d’arma da fuoco senza colpire nessuno.
“Al momento di rincasare” il racconto del marocchino “sono stato avvicinato da una ‘Fiat 500’ con tre persone a bordo. Dal lato passeggero è sceso un giovane” (Anastasio per l’accusa) “che impugnava una pistola. Prima ha scarrellato facendo cadere un proiettile, poi ha esploso 4 colpi. Dopo il primo sparo gli ho lanciato contro un secchio di plastica; lui è risalito sulla ‘Fiat 500’ e ha sparato il quarto colpo. Ho cercato di fotografare la targa dell’auto, ma tremavo e non ci sono riuscito”.
In piazza del Papa sono intervenuti i carabinieri; hanno sequestrato proiettile inesploso e bossoli; interrogato vittima dell’intimidazione e l’amico; identificato sia il presunto pistolero, sia il conducente della ‘Fiat 500’ rimasto alla guida ed estraneo alla vicenda; visionato i filmati registrati dalle telecamere della zona. Un paio d’ore dopo gli spari, alle 14.30 gli investigatori hanno rintracciato Anastasio e l’amico a bordo di una “Fiat Punto” guidata dal sospettato: auto di sospetta provenienza furtiva, tant’è che al sanseverese viene contestata anche la ricettazione. I due giovani sono stati accompagnati in caserma, fotosegnalati, sottoposti all’esame stub che serve a cercare eventuali residui di polvere da sparo su mani e vestiti di chi è sospettato d’aver sparato. L’amico di Anastasio è stato rilasciato; mentre il presunto pistolero è stato arrestato dopo la perquisizione in una masseria nelle campagne di Torremaggiore dove è stata rinvenuta e sequestrata la “Beretta” calibro 6.35. In quella fase Anastasio ha ammesso ai carabinieri d’aver sparato, sostenendo d’averlo fatto solo per difendersi e senza alcuna intenzione di colpire il conducente della “Ford Focus” con cui c’era stato il litigio per il tamponamento.















