Lunedì 22 Aprile 2019 | 04:23

NEWS DALLA SEZIONE

I cambiamenti del linguaggio
Normalità ribelle

Normalità ribelle

 

Il Biancorosso

IL COMMENTO
Il primo gradino di una scalache porta molto più in alto

Il primo gradino di una scala
che porta molto più in alto

 

NEWS DALLE PROVINCE

BatLa sentenza
Trani, barca affondata nella darsena: Comune pagherà i danni

Trani, barca affondata nella darsena: Comune pagherà i danni

 
BariL'analisi
Bari, La Zona industriale grande assente dal dibattito elettorale

Bari, la Zona industriale grande assente dal dibattito elettorale

 
LecceIl caso
Lo operano per un'ernia, gli tolgono un testicolo: risarcito

Lo operano per un'ernia, gli tolgono un testicolo: risarcito

 
FoggiaSpaccio
San Severo, la droga tra i panini: arrestato un fornaio

San Severo, la droga tra i panini: arrestato un fornaio

 
PotenzaLa nuova giunta
Regione Basilicata, Laguardia verso la vicepresidenza

Regione Basilicata, Laguardia verso la vicepresidenza

 
MateraDai Carabinieri
Ferrandina, spacciava in circolo ricreativo: arrestato 27enne

Ferrandina, spacciava in circolo ricreativo: arrestato 27enne

 
TarantoSanità
Taranto, 4 anni per avere una diagnosi: denunciata la Asl

Taranto, 4 anni per avere una diagnosi: denunciata la Asl

 
BrindisiCuriosità
Ponte festività, i vip nel Brindisino: ecco gli arrivi e i «ritrovi»

Ponte festività, i vip nel Brindisino: ecco gli arrivi e i «ritrovi»

 

Tra i capitoli della Finanziaria

Centri per l'impiego, una riforma senza i disabili?

Una proposta operativa

DiversaMente

Michele Pacciano

Michele Pacciano

L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

Centri per l'impiego, una riforma senza i disabili?

Nel documento di programmazione economica e finanziaria, in fase di ultimazione da parte del Governo, è previsto, oltre al reddito di cittadinanza, peraltro drasticamente ridimensionato, un riordino e un radicale ammodernamento dei centri per l'impiego, che fino ad ora non hanno certo brillato per efficienza e progettualità, spiecie per quanto riguarda la concreta ed effettiva applicazione della legge 68 del 99 sulla assunzione obbligatoria delle persone con disabilità, perlomeno nelle aziende o imprese con più di 15 dipendenti, nelle quali la quota riservata alle categorie protette è fissata nel 7% del personale.

Non  riprenderemo la consueta lamentazione sulla sistematica elusione o disapplicazione della norma,  ci limiteremo ad una proposta operativa: perché non prevedere la presenza di un disabile, proprio nei centri per l'impiego, in maniera tale da incentivare progetti mirati, che partano dal l'incontro tra domanda e offerta e aiutino le aziende a formulare progetti di inclusione sociale e produttiva?

Non è una chimera. Basterebbe guardare all'Europa, per una volta in positivo , e soprattutto alla Germania, patria del welfare fin dai temp di Bismarck, per trovare esempi virtuosi a cui attingere.

Una persona disabile, opportunamente formata nei nuovi uffici di collocamento, potrebbe fare da trade union tra gli utenti disabili in cerca di lavoro, le associazioni e le organizzazioni datoriali e di impresa che troverebbero un valido interlocutore per tutta una serie di progetti individualizzati e collettivi.

I soggetti autistici per esempio, tenuto conto delle singole patologie individuali, in alcuni casi appaiono particolarmente versati per i lavori  mnemonici e di precisione, le persone con Sindrome di Down, come dimostrano esperienze sul campo, sono state impiegate con successo nel settore alberghiero e della ristorazione.

Nulla senza di noi, rivendicano le persone con disabilità. Ma fino a quando i portatori di handicap non diventeranno un vero gruppo di pressione, come avviene già negli Stati Uniti e nei paesi più avanzati del nord Europa, la loro voce si perderà ancora nella folla anonima, o rabbiosa dei senza voce.

La riforma del lavoro e dei centri per l'impiego, potrebbe essere una buona occasione per cambiare rotta. Ci pensi, il  cosiddetto governo del cambiamento.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400