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"ASSENNATO, IN MEDIAS RES!"

NON CAZZEGGIARE!

Governare salute e giustizia

Giorgio Assennato

Giorgio Assennato

In Puglia, in particolare, i problemi dell'inquinamento ambientale per decenni nascosti sotto il tappeto, sono di difficile definizione e di quasi impossibile soluzione. Dall'Ilva a Cerano, da Barletta a Foggia la percezione del rischio dei cittadini è molto elevata con conflitti che sembrano nodi gordiani. C'è una via basata sulla evidenza? Se c'è, è sufficiente? O ci vuole una visione più ampia rispetto agli aspetti tecnico-scientifici?

Scriveva Leogrande nel suo "Fumi sulla città":

"A Taranto sembrano confrontarsi due estremismi .L'estremismo industralista di chi dice: la fabbrica è questa e non può essere mutata più di tanto, e pertanto è meglio fare poche storie e lavorare in tali condizioni. E l'estremismo anti-industralista di coloro i quali sostengono: dal momento che la fabbrica è questa e non può essere mutata più di tanto, meglio chiuderla .Entrambi gli estremismi, se pure su fronti opposti, convergono su una istanza pre-moderna (l'irriformabilità del lavoro di fabbrica) e nell'individuare un comune nemico : chiunque elabori soluzioni concrete intorno a un'idea di fabbrica diversa, seppure diametralmente opposta a quella rappresentata dal gruppo Riva". Lo scriveva tre anni fa, ma non è cambiato niente. Anzi, il clima è sempre più lontano da una (per me) corretta evidence-based policy.

"ASSENNATO, IN MEDIAS RES!", tuonava così, più di mezzo secolo fa, la mia amata prof.ssa Cifarelli ( la madre di Luciano Canfora, moglie di Fabrizio, anche lui mio  docente). Quando, a fronte di una sua domanda puntuale, io tendevo a divagare, a tergiversare, a prenderla alla larga, troncava i miei voli pindarici e mi richiamava, rimproveandomi in latino, ad attenermi strettamente alla domanda, al cuore del problema.

Lo scorso 30 settembre sono stato invitato a tenere una relazione su "Ambiente e salute" ( non una novità!!) alla summer school organizzatra da Assoarpa ( l'Associazione delle ARPA regionali) a Cagliari. Qualcuno ogni tanto mi richiama dallo stato di morte civile del pensionato e mi riporta alla realtà (domani partecipo ad un incontro nella sede del PD tarantino).

Riecheggiando la frase di Leogrande, prima  mostrare le mie slide su Power point, ho iniziato dicendo: " Nella mia decennale esperienza come direttore di Arpa Puglia e nel mio triennio di presidenza di Assoarpa, ho avuto due accaniti avversari: da un lato i teorici del rischio zero, quelli che a muso duro ti dicono che anche mezzo milione di acciaio l'anno non si può accettare e i due Ministeri dell'Ambiente e della Salute, che continuano a considerare il tema Ambiente e salute come un tabù e a nascondere la polvere ( in tutti i sensi...) sotto il tappeto...

Ma da dove nasce il problema, generatore di tutti i successivi conflitti? Tutto deriva dai limiti dei limiti ambientali (per autocitarmi, è il titolo di una mia presentazione all'Univesità del Salento di un paio di anni fa). Se i limiti ambientali ( sia quelli emissivi, ad esempio dei camini industriali), sia quelli immissivi ( le concentrazioni degli  inquinanti emessi nell'aria urbana circostante) fossero, come si dice, health-based, basati su criteri di tutela della salute dei cittadini, non ci sarebbe alcun conflitto, perchè il mero controllo del rispetto dei limiti ambientali garantirebbe l'assenza di impatti sanitari. Ci potrebbe essere un impatto ambietnale, ma nessun impatto sanitario. Ma purtroppo non è così. Lo spiego alla prossima ... puntata.

PS: Lia, ora sono proprio entrato in medias res!!

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