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Ieri due eventi marker del declino della nostra Nazione

Un plagio scientifico e il ritardo di un autobus spiegano che in Italia l'irresponsabilità è un fenomeno di massa

Profetica la frase diAldo Moro sul bisogno di un nuovo senso di responsabilità

Governare salute e giustizia

Giorgio Assennato

Giorgio Assennato

In Puglia, in particolare, i problemi dell'inquinamento ambientale per decenni nascosti sotto il tappeto, sono di difficile definizione e di quasi impossibile soluzione. Dall'Ilva a Cerano, da Barletta a Foggia la percezione del rischio dei cittadini è molto elevata con conflitti che sembrano nodi gordiani. C'è una via basata sulla evidenza? Se c'è, è sufficiente? O ci vuole una visione più ampia rispetto agli aspetti tecnico-scientifici?

Ieri sono stato a Napoli per tenere quattro ore di lezione al corso di Master in Diritto ambientale di Tuttoambiente. All'andata il viaggio è stato perfetto. L'autobus di Flixbus modernissimo, schienale reclinabile, presa per caricare i cellulari, servizio di toilette a bordo; viaggio non-stop. meno di tre ore. dalla stazione di Bari a quella di Napoli. Al ritorno, stesso modernissimo autobus, ma più di un'ora in più rispetto al viaggio del giorno prima. Metà di quel ritardo da consideraersi fisiologico, perchè, a differenza ddell'andata, al ritorno l'autobus si è fermato alla stazione di servizio di MIrabella per il cambio di autista, il che comporta automaticamente una sosta contrattuale di trenta minuti. Quando però noi viaggiatori siamo risaliti a bordo dopo mezz'ora, l'autista ci ha comunicata che ci toccava una ulteriore sosta di trenta minuti. Perchè? Perchè l'autobus aveva dovuto spostarsi di dieci metri dal luogo in cui si era fermato, intralciando un TIR che doveva riprendere la marcia. E va bene, ma che c'entra questo minomo spostamento con l'ulteriore ritardo di trenta minuti. C'entra, c'entra. L'autista, anche lui tra il pèerplesso e lo sconsolato, ci ha comunicato che per contratto ogni volta che viene spostato il mezzo, al successivo spegnimento del motore deve seguire una pausa obbligatoria di tretna minuti. L'autista a quel punto a fronte delle rimostranze di qualche passeggero, ha deciso di partire ugualmente per poi fermarsi alla successiva stazione di servizio dove effettivamente l'autobus è rimasto fermo per altri trenta minuti. Un'autentica follia. Di cui certamente non si può attribuire la responsabilità all'autista perchè a bordo è operativa la scatola nera che registra tutti i movimenti del mezzo: disattendere l'obbligo contrattuale sarebbe costato caro al malcapitato autista. Per fortuna a bordo eravamo tutti italiani e nessuno si è scandalizzato per l'accaduto. Ma ad un tedesco, ad un americano, a un giapponese chi potrebbe mai spiegare eventi di questo tipo? Quando i diritti si trasformano in ridicoli lacci a danno dell'interesse collettivo, che diritti sono? Mi sono tornate alla mente, per l'ennesima volta, le profetiche parole di Aldo Moro quando rivolto  al popolo italiano ammoniva che se non fosse nato un nuvo senso di responsabilità, la stagione dei diritti sarebbe stata effimera. E ora noi siamo proprio al crepuscolo della stagione dei diritti. Quando se ne abusa in questo modo, quando le pensioni di invalidità si concentrano nelle nostre aree geografiche, quando c'è l'abuso della legge 104 ( che nessuno controlla), è inevitabile un effetto-rimbalzo che porti alla cancellazione degli stessi diritti, faticosamente costati ai fruitori tante rinunce e tante lotte. Non è colpa del destino o della nostra etnicità. E' colpa di scelte miopi  di chi ha anteposto interessi particolaristici agli interessi collettivi con l'effeto di compromettere la permanenza degli stessi diritti anche quando sono sacrosanti ( la lezione di Aldo Moro).

Ancor più inquietante l'altro evento di cui sono venuto a conoscenza ieri. I fatti: un medico americano, il dr. Michael Dansinger del Tuft Medical Center di Boston aveva inviato un lavoro scientifico sugli effetti della dieta ipoglicidica e della perdita di peso sul metabolismo dell' HDL ( lipoproteina ad alta densità)  ad una prestigiosa rivista scientifica gli "Annals of Internal Medicine". Il lavoro, sottoposto alla valutazione dei revisori, era stato rigettato. Con sua grande sorpresa, dopo pochi mesi, il dr. Dansiger notò che lo stesso lavoro era stato pubblicato da un'altra rivista, avendo per autori alcuni  ricercatori lucani del Centro per l'Obesità e i Disordini alimentari di Chiaromonte (Potenza), trasformando i 160 bambini di Boston in fantomatici bambini lucani!! Con suo sommo sbigottimento, seppe che uno degli autori era stato revisore del suo lavoro scientifico. Conclusione: Gli autori hanno dovuto ritrattare l'articolo come si può rilevare sulla banca dati di Pubmed. Sul numero del 19 settembre 2016 della rivista EXCLI (EXperimental and CLInical Science) l'autore scrive : " Chiedo la ritrattazione del nostro articolo a causa della riproduzine non autorizzata  del contenuto confidenziale di un altro manoscritto. i dati nell'articolo ritrattato in realtà provengono da una coorte di pazienti di Boston arruolati in uno studio clinico registrato. Ci rammarichiamo di queste circostanze e chiediamo scusa alla comunità scientifica".

Il 13 dicembre 2016 sugli "Annals of Internal Medicine" il "plagiato" dr. Dansinger scrive un articolo dal titolo :"Caro plagiatore, : una lettera a un revisore-pari che ha rubato e ha èpubblciato compe proprio il nostro manoscritto". Nell'articolo il dr. Dansinger lancia frecciatine subliminari all'Italia e al suo mondo scientifico. Dice l'autore che comportamenti di questo tipo implicano di norma la perdita di reputazione, il licenziamento e l'esclusione da futuri finanziamenti. e poi, ancor più insinuante, non si sa se il plagiatore abbia assunto questo rischio sulla base di una pressione troppo intensa subita per incrementare le sue pubblicazioni ( non è il caso dell'Italia) ovvero perchè nella sua comunità il plagio non venga preso in seria considerazione (!!), ovvero perchè abbia considerato minimo il rischio di essere smascherato.

Questi due eventi rafforzano lo stereotipo dell'Italia inefficente o imbrogliona, paralizzata da regole assurde o dominata da comportamenti gravemente scorretti. Urge quindi una risposta immediata e forte sia della comunità scientifica sia delle autorità proposte in modo da dimostrare che anche in Italia si applica la norma citata nell'articolo del dr. Dansinger. Se no si fa nulla, si nasconde la polvere sotto il tappeto o si segue la politica dello struzzo, le conseguenze ricadranno sull'immagine di un paese in cui operano con grande sacrificio migliaia di ricercatori biomedici seri, competenti ed appassionati.

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