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Sabato 18 Novembre 2017 | 22:31

Intervista

«Fondi a Taranto, non solo per l'Ilva»

parla claudio de vincenti Il ministro per il Mezzogiorno: «108 milioni sosterranno sanità e famiglie disagiate»

«Fondi a Taranto, non solo per l'Ilva»

di Domenico Palmiotti

TARANTO - «Quello che abbiamo varato è un decreto legge rivolto a Taranto. Alla città. Certo, c’è anche l’Ilva, ma in riferimento ai lavoratori e quindi a cittadini e famiglie di Taranto e della provincia». Il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, riassume così, in un’intervista alla «Gazzetta», il provvedimento licenziato ieri dal Governo (e in parte anticipato l’altra sera in Prefettura dallo stesso ministro): 108 milioni per Taranto, posizionati tra sanità (70 milioni), interventi per le famiglie disagiate (30 milioni in tre anni), continuazione degli screening sanitari sulla popolazione esposta all’inquinamento (8 milioni), finanziati in passato col decreto «Terra dei Fuochi». In più, c’è la costituzione dell’Agenzia per il lavoro portuale per mettere in sicurezza i 520 lavoratori di Taranto container terminal, società in liquidazione, che a fine anno terminano la cassa integrazione.

«Con questo decreto - spiega De Vincenti alla “Gazzetta” - il Governo dimostra che il Mezzogiorno come priorità non è uno slogan ma un fatto. Si è cominciato con i Patti, che a gennaio entreranno in una fase di accelerazione. E ora arriva un decreto che affronta alcune criticità urgenti: stabilizza gli ammortizzatori sociali che accompagnano il processo di transizione e cessione dell’Ilva; finanzia con 100 milioni interventi sanitari e sociali su Taranto; istituisce le Agenzie del transhipment per i porti di Taranto e di Gioia Tauro in modo da fornire una rete di sicurezza ai lavoratori interessati dai processi di riorganizzazione delle attività terminalistiche; stabilisce la figura di un commissario unico nazionale alla depurazione che acceleri l’adeguamento agli standard ambientali europei; infine, prevede l’utilizzo delle procedure accelerate consentite dal nuovo Codice appalti per la preparazione del G7 di Taormina».

I nuovi ammortizzatori sociali per l’Ilva cosa dovranno fronteggiare?

«Abbiamo previsto che, anche dopo la cessione dell’azienda, l’amministrazione straordinaria dell’Ilva prosegua con attività di risanamento ambientale ulteriori rispetto a quelle cui sarà tenuto l’acquirente in base al piano applicativo dell’Aia. E l’ampliamento del risanamento, insieme agli strumenti di garanzia del reddito previsti dalle norme, consentirà all’amministrazione straordinaria di utilizzare i lavoratori durante il percorso di transizione al nuovo assetto industriale».

Ci sono poi 30 milioni in tre anni, 10 all’anno, per venire incontro alle famiglie disagiate. In cosa consisterà l’intervento?

«E’ un piano che costruiremo insieme ai Comuni del territorio, alle organizzazioni internazionali e a quelle del Terzo Settore. Il Mise lo monitorerà. Vogliamo affermare la funzione dell’Ilva anche come responsabilità sociale di impresa. Seguiamo le raccomandazioni che ci vengono fatte. È una sperimentazione. Pensiamo a servizi educativi e sociali per le famiglie dei quartieri di Taranto e dei Comuni vicini alla città».

Settanta milioni per potenziare le attrezzature della sanità tarantina. E il personale? Come funzionano le macchine senza medici e infermieri?

«La Regione Puglia ha già gli spazi finanziari - e lo testimonia la proposta fattaci a valere sulle risorse del Fondo sanitario nazionale rese disponibili dalle leggi di bilancio 2016 e 2017 - per procedere ad un incremento significativo del personale. Il piano sanitario regionale non ha superato la verifica di efficacia e di efficienza da parte dei ministeri vigilanti, Salute ed Economia. È ora che la Regione faccia un salto di qualità nell’organizzazione dei servizi per rispondere ai bisogni dei cittadini pugliesi e rafforzare presidi e personale su Taranto. Il ministro della Salute ha già dichiarato la disponibilità a considerare deroghe al decreto ministeriale 70 per potenziare i presidi nell’area tarantina. Ora sta alla Regione riformulare il suo piano in modo da utilizzare quest’opportunità. E aggiungo che il ministro della Salute ha varato la seconda tranche di 8 milioni di finanziamento delle attività di screening su Taranto».

Taranto ha in ballo anche il nuovo ospedale San Cataldo. Che tempi ci sono?

«Abbiamo fissato il cronoprogramma proprio giovedì scorso al Tavolo istituzionale. Sono in corso le procedure per l’affidamento della progettazione; entro l’estate il bando per l’affidamento dei lavori; entro l’autunno l’apertura del cantiere; entro la fine del 2021 il collaudo dell’opera. Sarà un ospedale di eccellenza. Nel frattempo non c’è da aspettare e, come abbiamo stabilito al Tavolo, i 70 milioni del decreto rafforzano e spingono verso l’eccellenza le strutture esistenti, a cominciare dall’ospedale Moscati. Il potenziamento della sanità a Taranto sarà definito nel piano che concorderanno ministero e Regione e validato nel Tavolo istituzionale».

Con governatore pugliese Emiliano ora è tregua in vista dell’incontro col premier Gentiloni? Sarà, quello del 29, un momento di pacificazione?

«Il 29 dicembre sarà un momento di confronto, non di pacificazione, perchè da parte nostra non c’è mai stato alcun problema. Se si vuol parlare di pacificazione, spetta al presidente assumere i comportamenti necessari e riprendere un corretto rapporto. Mercoledì Emiliano mi ha telefonato per scusarsi della sua assenza al Tavolo istituzionale di giovedì a Taranto a causa della seduta del Consiglio regionale sul bilancio. Mi auguro che finalmente anche per il presidente Emiliano il ruolo istituzionale faccia premio sullo spirito di parte».

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