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Martedì 12 Dicembre 2017 | 21:06

a lecce e taranto

All'Its si insegna
mare, turismo e nautica

delfini a taranto

di MARIA ROSARIA GIGANTE

Una nuova opportunità formativa per i giovani diplomati, in linea con i fabbisogni territoriali di nuovo sviluppo in ambito turistico. Una via di mezzo tra il diploma e la laurea con una solida formazione in ambito universitario (oltre mille ore) mediata da competenze professionali acquisite sul campo (stage per 950 ore nelle aziende).

Nasce a Taranto l’Istituto tecnico superiore in «Hospitality management e Blue economy» («Management della filiera dell’economia del mare con particolare riferimento a quella turistico-nautica»). Nati nel 2010, gli Istituti tecnici superiori (Its) sono scuole tecnologiche che propongono un biennio di specializzazione in settori specifici, dalla mobilità all’agroalimentare e moda e ora anche del turismo e della nautica. Sei gli Its presenti in Puglia con i relativi nodi in più realtà (questo in Turismo ha sede a Lecce, dove è stato completato il primo ciclo biennale, ed uno dei suoi nodi è ora a Taranto). Venticinque i giovani che potranno essere ammessi e frequentare gratuitamente i due anni di alta specializzazione (si paga solo una quota di 20 euro per l’iscrizione alla selezione). Iscrizioni già aperte, scadenza per la domanda il 16 ottobre. Tutte le informazioni su www.itsturismopuglia.gov.it, mail segretariatogenerale@itsturismopuglia.gov.it. La sede dell’Its sarà ubicata nei locali del Dipartimento universitario jonico.

A presentare il nuovo Its a Taranto, Giuseppina Antonaci, presidente della fondazione Its Iota Sviluppo Puglia (ogni Its è gestito da una fondazione) affiancata dal professor Vito Roberto Santamato, direttore del corso di laurea magistrale in «Progettazione e managment dei sistemi turistici e culturali» dell’Università di Bari, che ha disegnato il profilo di tecnico superiore necessario alla realtà tarantina. Il tutto avviene nel corso di un incontro che lo stesso Its ha chiesto di organizzare a Taranto al consigliere regionale Gianni Liviano allo scopo non solo di presentarsi ma, soprattutto, di intercettare nuovi partner. La scommessa è forte. Anche perché - viene illustrato -, così come è emerso al recente tavolo tecnico tra Crui (Conferenza dei rettori italiani) e Its, gli Its stanno funzionando. Lo dimostra quell’83 per cento di placement dei tecnici superiori ad un anno dal diploma.

«L’obiettivo - ha ribadito la presidente Antonaci - è quello di avere uno sbocco occupazionale immediato». Nel loro statuto, infatti, gli Its dovrebbero occuparsi di creare figure quadro in grado di coprire il fabbisogno occupazionale che il mercato non trova, professionalità, dunque, al momento assenti e che si stanno gradualmente definendo e preparando. Le figure che si realizzeranno anche a Taranto sono tuttavia una declinazione locale (pugliese) di figure nazionali concepite in termini di macrocompetenze.

L’Its conta già su un gruppo di imprese che hanno aderito alla fondazione e il cui ruolo sarà quello di accogliere, all’interno delle proprie aziende, gli studenti tirocinanti con la possibilità di assunzione attraverso contratti di apprendistato di terzo livello che permettono comunque allo studente di continuare a studiare.

L’adesione alla fondazione non comporta oneri dal momento che le imprese che vogliano farne parte, possono contribuire in una sorta di cofinanziamento, mettendo a disposizione le proprie strutture, i propri macchinari e le proprie tecnologie. Il progetto ha incontrato subito a Taranto i favori dei rappresentanti di Camera di Commercio, Ordine dei commercialisti, Confindustria, Autorità portuale, sindacati (per la Cgil presente il segretario provinciale Paolo Peluso, per l’Usb il coordinatore provinciale Franco Rizzo) e dell’Università.

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