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Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni


Forza Italia


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Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista


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Terzo Polo

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M5S

15,55%

Movimento 5 Stelle

 

Un posto al cuore

La fame di dialogo elisir dell’amore

Quando il passato torna a riaffacciarsi

La scrittrice Lisa Ginzburg

Con un sondaggio abbiamo chiesto ai lettori quali ritengano siano i motivi che più mettono in pericolo la vita delle coppie

23 Aprile 2022

Lisa Ginzburg

«Un posto al cuore» ha lanciato un sondaggio chiedendo ai lettori quali ritengano siano i motivi che più mettono in pericolo la vita delle coppie. Grazie delle vostre tante risposte! Ne emerge che la minaccia ritenuta più pericolosa, l’insidia che più può condurre a crisi, rotture, separazioni, è la mancanza di dialogo.

Il dialogo manca, langue, è atrofizzato e anzi agonizza. Si parla poco, si parla sempre meno. Come mi ha scritto un lettore qualche settimana fa, passiamo il tempo (non soltanto in strada, anche tra le mura di casa nostra) a guardare video o consultare compulsivamente google, spotify, netflix, facebook, twitter, chat, forum e via discorrendo. E non parliamo più. Si comunica attraverso internet; se (mettiamo) una sera in casa, dopo cena, un figlio ragazzino chiede al padre o alla madre, o a entrambi: «lo sapevate che …» e riferisce qualcosa che ha imparato a scuola, sulla lingua finnica, sull’aurora boreale, su certe caratteristiche dei mammiferi, il padre o la madre, o entrambi, subito corrono a controllare su google per mostrarsi all’altezza delle informazioni e nozioni riferite dal figlio e delle quali sino a pochi istanti prima non sapevano assolutamente nulla. Annuiscono, perché ora in rete la notizia o la spigolatura l’hanno imparata e fatta propria anche loro: e la conversazione là finisce.

Questo per quanto riguarda le comunicazioni «domestiche». Per l’amore, o quanto di amore resta in una coppia magari di lunga data, è anche peggio: qui la sostituzione del dialogo telematico a quello virtuale agisce in modo dannoso e lesivo giocando di anticipo. Ci si dicono parole più tenere e appassionate sui messaggi whatsapp che dal vero. E mano a mano, a forza di spedire cuoricini e descrivere l’amore, la tenerezza, la materia che compone e dà vita ai legami, le parole vere, il dialogo reale, si appassiscono sino a finire.

Spegnete i telefoni. Spegniamo i telefoni. Facciamo l’amore, non la guerra. Facciamo l’amore, non la sindrome da dipendenza virtuale. Facciamolo e diciamolo, l’amore: quel dire che contempla pause, silenzi, un tacere che a sua volta prelude a conversazioni dense, sincere, composte di toni e di parole che si ricordano. Vi è successo di rovinare una storia d’amore per eccesso di comunicazione virtuale? Un’esperienza traumatica e a suo modo devastante; senza appello, che non permette riparazioni, ricongiungimenti. Che esaspera, e porta a chiudere con esasperazione. Perché la virtualità esaspera, e uccide gli slanci, la libido, la voglia di giocare.

Per dialogare, tra innamorati così come tra individui, ci vuole pazienza, tenacia, ma anche una qualità che manca sempre più, che è ascoltare. L’ascolto. Ascoltare i silenzi soprattutto, gravidi e pregni delle parole autentiche che verranno. E oltre al silenzio, conta praticare una severa selezione: apprendere l’arte di staccare. Il mondo, ogni tanto, sapere tenerlo fuori dalla porta. Perché una coppia per poter parlare deve sentirsi appartata, almeno a tratti. Perché a forza di tenere aperte tutte le vie di comunicazione, si è talmente saturi di parole, persone, contatti, da far coincidere l’intimità con l’assenza di comunicazione. Ti amo, ti voglio bene, sto bene con te, ergo con te mi concedo il massimo dei lussi: star zitto e non comunicare nulla.

Trovare e ritrovare le parole vere sarà la salvezza degli amori: fateci caso, fateci attenzione. Sostituire ai messaggini le carezze, agli emoticon i baci, ai messaggi di testo le dichiarazioni e le conversazioni. In fondo, ridare un posto al cuore è anche questo: recuperare e ridare dignità a una densità e a uno spessore dei dialoghi che solo la cessazione dell’ininterrotto, brulicante brusìo prodotto dal mondo potrà ricreare, ricostruire, far rinascere.

Subito dopo l’assenza di dialogo, con pochi punti di percentuali di «votanti» in meno, avete indicato l’infedeltà, grande minaccia di ogni relazione amorosa e causa di clamorose rotture e conclusioni di rapporti da che mondo è mondo. Nella sua longeva pericolosità, minaccia tuttavia meno insidiosa. Che ci si possa tradire e poi per questo (che lo si confessi o meno) ci si possa lasciare, lo sappiamo. Che ci si lasci perché si è smesso o si sta smettendo di parlare, invece lo sappiamo e lo capiamo meno. In altri tempi e in un mondo diverso da quello presente, non parlare molto tra innamorati nemmeno era un problema. Ma adesso, proprio perché circondati da troppe parole, la fame di dialogo coincide con la fame d’amore. Fame di attenzione. Presenza di dialogo, presenza d’amore. Assenza di brusìo, assenza di depressivo, introverso intontimento.

Torniamo a parlare; anche io voglio continuare a dialogare, e le vostre lettere e risposte ogni giorno mi fanno del bene. Buon fine settimana a tutti e ... @unpostoalcuore

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