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In Puglia e Basilicata

IL VINO DI QUALITA'

Si scrive Primitivo, si legge Gioia del Colle

Si scrive Primitivo, si legge Gioia del Colle

Il taglio d'uva del Primitivo

L’«altra» bacca rossa (insieme a Manduria) simbolo della Puglia. Due milioni di bottiglie prodotte ogni anno

06 Maggio 2022

Giuseppe Mazzarino

Gioia del Colle, l’altro Primitivo. Che poi, detto così, è pure una mezza ingiustizia: perché fu proprio a Gioia (provincia di Bari, sulle propaggini delle Murge, al confine col tarantino) che (ri)cominciò la storia del Primitivo. Una storia che vale la pena di raccontare.

La storia 

Siamo al fine del ‘700 (XVIII secolo, a scanso di equivoci), quando il primicerio Filippo Indellicati (il primicerio è una dignità ecclesiastica minore, sottoposta a quella dell’arcidiacono), proprietario in agro di Gioia di una vigna «mista», come era usanza assai diffusa, selezionò alcuni vitigni a bacca rossa che presentavano una maturazione precoce, e che, anche per questo, erano meno esposti a malattie e muffe. Quest’uva, per la sua maturazione precoce, fu battezzata Primativo, nome che poi divenne Primitivo. Il vino che se ne ricavava era indiscutibilmente migliore di quello prodotto con uvaggi misti, e quindi molti agricoltori seguirono le orme di don Filippo, e quindi a Gioia e nei terreni limitrofi fiorirono le vigne di Primitivo. Come abbiamo già raccontato, quasi un secolo dopo barbatelle di Primitivo furono portate in dote dall’altamurana contessina Rosa Sabini, andata in sposa nel 1881 in Manduria al nobiluomo Tommaso Schiavoni Tafuri: impiantate dapprima dal cugino di «don» Tommaso (titolo di rispetto, non di appartenenza al clero), Menotti Schiavoni, a Campo Marino, frazione di Maruggio, poi in tutto il territorio intorno a Manduria, furono il primo nucleo del Primitivo di Manduria; il primo, peraltro, ad essere imbottigliato.

Trentacinque anni di bottiglie

L’imbottigliamento del Primitivo a Gioia è invece più recente, come più recente è la denominazione Gioia del Colle doc: risale al 1987 (ultima modifica nel 2014); fra le tipologie ci sono il Primitivo ed il Primitivo Riserva. Anche per le condizioni pedoclimatiche, però, ovvero per la composizione dei terreni, l’altezza (il territorio vitato è nell’area fra 200 e 450 metri sul livello del mare: vigneti di collina, insomma), il clima nel suo complesso, anche se i vitigni sono uguali, le uve e i vini (qui entrano in gioco anche i lieviti) sono differenti. Due gioielli dell’enologia pugliese, dal carattere diverso. Più austero il Gioia del Colle; più morbido e con maggior residuo zuccherino il Manduria. Il territorio della doc comprende tutto il territorio dei Comuni (tutti in Provincia di Bari) di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Cassano Murge, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Grumo Appula, Noci, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Turi e quello del comune di Altamura con esclusione nel suo interno del territorio appartenente alla zona di produzione del vino Gravina.

La versione riserva

Le tipologie del Gioia del Colle doc coprono un’ampia gamma: bianco (per il quale è stata chiesta una revisione, perché praticamente non lo produce più nessuno: in luogo del Trebbiano Toscano, ormai non più coltivato, è stato chiesto di prevedere il Fiano), rosato, rosso, Primitivo e Aleatico (dolce e dolce liquoroso). Nella versione Riserva il Gioia del Colle Primitivo doc prevede due anni di maturazione, una gradazione minima al consumo di 14° (ma non poche etichette di pregio arrivano a 16 ed addirittura 17°), e dev’essere prodotto con sole uve di Primitivo; nella versione base è stato proposto che possano concorrere altre uve a bacca rossa autorizzate. E’ un vino rosso rubino carico, tendente al violaceo, ed al granata con l’invecchiamento; al naso esprime note balsamiche e speziate, di viola, di piccoli frutti e neri (mora, gelso rosso, amarena, ciliegia); il sapore è pieno, austero, con tannini importanti e buona acidità, ed un lungo finale. Anche il Gioia del Colle rosso e rosato doc hanno come base il Primitivo: fra il 50 ed il 60%, concorrono, da soli o congiuntamente, in percentuale variabile fra il 40% ed il 50%, Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro, Malvasia nera (quest’ultima al massimo per il 10%). Ma Gioia è pronta per sperimentare rosati da Primitivo almeno all’85%.

Il consorzio

Quando fu fondato il Cosorzio di tutela del Gioia del Colle doc, nel 2000, le cantine erano ben poche. Tre furono quelle promotrici: Giuliani, Petrera, Plantamura. In questi 22 anni la crescita è stata impetuosa: ora sono oltre 15, alcune condotte da giovani e giovanissimi, e il Primitivo Gioia, pur con una produzione limitata (l’estensione dell’areale doc è ristretta, e le condizioni dei terreni impongono, più ancora del disciplinare, rese non particolarmente abbondanti), di circa 2 milioni di bottiglie l’anno, sta facendo incetta di premi, oltre ad incontrare i favori del pubblico. Un successo che, probabilmente, meriterebbe una maggiore promozione.

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