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A Taranto

Cura dimagrante per l'Amiu
il Comune «spazza» 3 milioni

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Cura dimagrante per l’Amiu, questa volta si passa dal terreno instabile dell’indiscrezione al pavimento solido della notizia. Che è arrivata venerdì scorso ma che, in realtà, solo a partire da domani vedrà partire il confronto. E, sicuramente, le (immancabili) polemiche.
Nelle ultime ore, infatti, la direzione Ambiente del Comune di Taranto ha spedito alla commissione consiliare che si occupa dei problemi dell’Amiu (presieduta da Salvatore Brisci) il contratto di servizio. Che, se approvato, regolerà i rapporti tra il socio unico dell’azienda (il Municipio) e la stessa società per i prossimi nove anni. Nel frattempo, è stata concessa un’altra proroga che fa così scadere il 30 aprile 2017 il contratto ancora in corso. Che, a sua volta, porta in calce l’ormai lontana data dell’estate del 2006 (commissario straordinario Blonda). Si parte da quello schema anche se, tre anni fa, furono comunque apportate alcune modifiche che, però, non ridussero l’importo annuale da riconoscere all’azienda d’igiene urbana del Comune di Taranto. Il contratto precedente, e tuttora applicato, fissa a 34 milioni di euro (più Iva) la cifra da versare nelle casse aziendali. Quello nuovo, e che inizierà ad essere discusso dalla commissione Ambiente, invece, fa abbassare l’asticella sino a 30 milioni di euro (sempre oltre Iva naturalmente). In altre parole, l’Amministrazione comunale chiede alla sua più grande azienda di svolgere sostanzialmente gli stessi servizi erogati attualmente ma ottenendo un compenso inferiori.
Un altro dato servirà per comprendere ancor meglio l’entità del «taglio» imposto dal Municipio: il contratto precedente determinava un costo di circa 180 euro per ogni cittadino mentre quello appena depositato in commissione Ambiente fissa in 143 euro pro capite il costo del servizio. Già, ma quali servizi? L’Amministrazione Stefàno chiede all’Amiu di assicurare il regolare svolgimento dei servizi di pulizia e raccolta dei rifiuti oltre quelli relativi alal raccolta differenziata. Che, nel nuovo schema, assume rispetto al passato un ruolo ancora più determinante.
Ma non solo. Il contratto di servizio su cui, nei prossimi giorni, si aprirà il confronto fa innalzare gli indici di produttività dei lavoratori. E questo, sostanzialmente per adeguarsi alle medie nazionali. Un esempio? Il nuovo contratto prevede che l’operatore ecologico spazzi per le strade percorrendo, con la scopa in mano, almeno 2,5 chilometri al giorno. Che poi diventano 5 considerando che ci sono due lati di percorrenza. Sarà qusto, è facile prevederlo, uno dei punti su cui ci saranno le maggiori polemiche.

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