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Leonardo, a Grottaglie ditta appalto licenzia 35 addetti

Leonardo, a Grottaglie ditta appalto licenzia 35 addetti

L’azienda d’appalto Axist ha comunicato alle organizzazioni sindacali la cessazione dell’attività e l’avviamento della procedura di licenziamento collettivo per i 35 lavoratori

17 Maggio 2022

Redazione online

GROTTAGLIE - L’azienda d’appalto Axist ha comunicato alle organizzazioni sindacali la cessazione dell’attività e l’avviamento della procedura di licenziamento collettivo per i 35 lavoratori in forza presso lo stabilimento Leonardo di Grottaglie, dove si realizzano le fusoliere del Boeing 787. La Fiom Cgil di Taranto in una nota giudica «tale scelta scellerata ed inappropriata. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio «suicidio industriale» in un territorio ed uno stabilimento che, già in passato, ha pagato la fuoriuscita di oltre 700 lavoratori dell’indotto». Il sito di Grottaglie attualmente è interessato da un periodo di vuoto lavoro, cioè di assenza di produzione, con il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti diretti.

«Consideriamo inopportuna e priva di logica - osservano Giuseppe Romano e Pasquale Caniglia della Fiom - la decisione da parte di Axist, poiché per sopperire alla crisi congiunturale che sta attraversando lo stabilimento di Grottaglie poteva ricorrere all’utilizzo di altri strumenti anche straordinari, che potessero garantire la salvaguardia occupazionale. Leonardo continua infatti a sostenere in tutte le sedi d’incontro un incremento dei volumi produttivi già nel prossimo anno, con una ripresa stabile delle attività nel 2024». I due sindacalisti Fiom ritengono inoltre «inspiegabile tale decisione poiché Axist svolge a tutti gli effetti lavorazioni indispensabili e di rilevante importanza per il ciclo produttivo delle fusoliere del 787, da ormai più di dieci anni. All’azienda Leonardo chiediamo di intervenire tempestivamente nei confronti di Axist, rispetto a quanto sancito nell’accordo divisionale siglato il 17 gennaio scorso anche a salvaguardia della filiera dell’indotto».

Rsu Uilm: comunicazione azienda indotto di Leonardo «inaccettabile»

«La comunicazione da parte della società Axist srl, operante nella filiera dell’indotto Leonardo e nella fattispecie nel sito di Grottaglie, riguardante la procedura di licenziamento collettivo per 35 lavoratori, è del tutto inspiegabile, strumentale e inaccettabile». Lo dichiarano le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) Uilm di Taranto, ricordando che il 17 gennaio scorso le organizzazioni sindacali hanno «siglato con la Leonardo Spa un accordo quadro per la gestione della crisi congiunturale legata agli effetti delle normative anti covid sul traffico aereo». In sede di rinnovo della cassa integrazione ordinaria, osserva la Uilm, per i lavoratori diretti, inoltre «la stessa società Leonardo ha comunicato una ripresa importante del mercato prevista già a partire dal secondo semestre del 2023 per quanto riguarda i velivoli a lungo raggio e, quindi, il B787 che vincola a tutt'oggi lo stabilimento di Grottaglie alle sorti di questa mono-commessa produttiva. Diventa «dirimente - conclude la sigla sindacale - da parte della Leonardo la convocazione di un incontro sindacale specifico di analisi e monitoraggio rispetto agli investimenti industriali, al mantenimento dei processi produttivi e valutazione delle relative competenze distintive, all’avanzamento dei carichi di lavoro e alla fornitura dei dati sulle attività affidate alle ditte esterne dell’indotto. Non firmeremo alcun accordo che preveda anche un solo licenziamento».

Sui licenziamenti legati a «Leonardo», questo è il pensiero della segreteria territoriale Fim Cisl Taranto Brindisi, a firma del segretario generale Michele Tamburrano e del segretario aziende dell’appalto e indotto Pietro Cantoro: «Gli enti governativi devono dare risposte a tutta la filiera dell’indotto. L’elemento, a nostro avviso, più sconcertante è che, a fronte di una seppur minima ripresa prevista per i mesi di settembre e ottobre, tale da garantire alcune settimane di lavoro, perviene un totale rifiuto di voler valutare percorsi alternativi. Crediamo che, alla luce delle dichiarazioni della committente Leonardo (quest’ultima nelle occasioni di confronto intravede riprese e incrementi dei volumi produttivi sin dal 2023, con un trend stabile delle produzioni nel 2024), Axist debba rivedere immediatamente le sue decisioni con la revoca dei licenziamenti, in considerazione che la stessa società Axist potrebbe utilizzare ancora strumenti di ammortizzatori, anche straordinari per traghettare l’attuale difficoltà, preservando contemporaneamente l'intero personale».

«Crediamo che Axist debba rivedere immediatamente le sue decisioni con la revoca dei licenziamenti, in considerazione che la stessa società potrebbe utilizzare ancora strumenti di ammortizzatori, anche straordinari per traghettare l’attuale difficoltà preservando contemporaneamente l’intero personale». Lo dichiarano il segretario generale della Fim Cis Taranto-Brindisi, Michele Tamburrano, e il segretario settore indotto, Pietro Cantoro, in merito all’annuncio da parte dell’azienda Axist dell’appalto dello stabilimento Leonardo Grottaglie di cessare l’attività e avviare la procedura di licenziamento collettivo per 35 addetti. I due rappresentanti sindacali ricordano che il «committente Leonardo nelle occasioni di confronto intravede riprese e incrementi dei volumi produttivi sin dal 2023, con un trend stabile delle produzioni nel 2024». E aggiungono che «tante, troppe le maestranze dell’indotto dello stabilimento grottagliese che in questi ultimi anni hanno perso il proprio posto di lavoro gettando nello sconforto centinaia di famiglie. A fronte di questa ennesima volontà di depauperamento del sito oltre che del territorio, la Fim Cisl - concludono - non rimarrà inerme e contrasterà con ogni iniziativa il percorso scellerato, al fine di salvaguardare tutto il personale in questione».

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