Martedì 26 Maggio 2020 | 22:46

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Non vogliono assolutamente che quella tarantina sia una “succursale di serie B” dell’omonima sede del corso di laurea in Medicina di Bari, i 48 studenti (fino a l’altro ieri questo il numero, 60 i posti disponibili) immatricolati al primo anno di Medicina nel capoluogo jonico e che da domani cominciano a fare lezione e studiare negli spazi della Cittadella della Carità. Solo 4 tra di loro gli studenti che avevano scelto Taranto, gli altri sono di fuori provincia ma non hanno trovato posto a Bari (240 lì i posti). Eppure – fanno notare alcuni – il corso tarantino doveva nascere proprio per evitare agli studenti tarantini la migrazione o la trasferta nella vicina Bari. Ed, invece, molti tarantini avrebbero scelto, comunque, Bari e – ritrovandosi evidentemente in posizione favorevole in graduatoria – si sono immatricolati lì. Quanto è bastato a determinare ciò che viene ritenuto un “paradosso”: gli studenti baresi, con l’università in casa “costretti” a migrare verso la sede più distante.

“Costretti” ad immatricolarsi, loro malgrado, nella sede tarantina, ora gli studenti qui iscritti lanciano – in una nota scritta dal gruppo che ha creato un’apposita chat di whatsapp – quasi una sfida alle istituzioni locali. Istituzioni che indiscutibilmente stanno mettendo in campo una serie di misure finalizzate a fare di quello tarantino un corso di eccellenza.
«Il corso di Medicina e Chirurgia del distaccamento Uniba di Taranto – scrive il gruppo di studenti - nasce con non poche perplessità da parte di noi studenti: è stato, infatti, inaugurato nonostante i pochi consensi raccolti tra studenti e professori. Il nuovo progetto aveva l'obiettivo di agevolare i pendolari provenienti anche da molto lontano che “avessero dovuto” seguire presso la sede di Bari, ma ha avuto come risultato che molti baresi si vedessero costretti a migrare verso Taranto, causa lo smistamento per graduatoria».

Confermano di essere - appunto - molti gli studenti che vivono a Bari e d’intorni, che hanno indicato tale sede come prima scelta, la cui possibilità di rimanere “in questa” città si è vanificata, ma che confidano di poter rientrare a Bari. Ma tant’è: oggi il pendolarismo è al contrario.
«È stato chiesto – proseguono - che venissero preposti trasporti sia verso Taranto che all'interno della città stessa e che fossero introdotti alloggi studenteschi per poter permettere così a tutti la frequenza alle lezioni e l'eventuale trasferimento nella città». Ed ancora: «D'altra parte, il Corso di Taranto cercherà di rimanere in contatto quanto più possibile con la sede centrale al fine di non risultare “una succursale di serie B” priva di progetti, seminari o segreterie, con la speranza che ci siano garantiti tutti i canoni didattici e amministrativi che ci si aspetta da un qualsiasi corso di Medicina. Infine, rimaniamo fiduciosi che le promesse fatte dagli organi preposti vengano mantenute per la migliore riuscita del neonato corso».

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