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Taranto, da lunedì via alle lezioni a Medicina: graduatoria a scorrimento

Immatricolati in 48 sui 60 posti disponibili: sono in 4 avevano richiesto esplicitamente Taranto

Taranto, da lunedì via alle lezioni a Medicina: graduatoria a scorrimento

Aule allestite e calendario delle lezioni già predisposto da tempo con insegnamenti (quasi) tutti coperti. E’ tutto pronto per dare avvio lunedì 14 ottobre alle lezioni del primo anno del corso di laurea in Medicina a Taranto. Venerdì 18, invece, inaugurazione ufficiale in presenza delle autorità. Sono 48, intanto, stando alla graduatoria affissa in ateneo a Bari, gli studenti immatricolati a Taranto. Ci sono sostanzialmente ancora 12 posti disponibili (sul totale di 60 previsti a Taranto, oltre ai 240 di Bari) che saranno coperti sicuramente nei prossimi giorni. Ma dei 48 studenti destinati a Taranto, purtroppo, solo 4 sono coloro che avevano esplicitamente chiesto Taranto. Gli altri ci rientrano per scorrimento di graduatoria e, quindi, coperti i posti a Bari, trovano spazio solo qui. Non proprio il massimo per quanti avevano riposto grandi aspettative sul nuovo ed attesissimo corso di laurea. Ma era stato un rischio persino messo in conto come poi confermato nei giorni scorsi nell’allarme diffuso e che ha creato non poche tensioni tra organi accademici ed istituzioni locali.

Tanto da spingere il sindaco Rinaldo Melucci a convocare ieri un incontro, comunque fatto passare per un aggiornamento del tavolo tecnico insediato a Taranto nel corso della conferenza decisoria di qualche settimana fa e fissato per il 27 settembre scorso. Una data nella quale, però, il neo rettore dell’ateneo barese, Stefano Bronzini, non si sarebbe ancora insediato (passaggio perfezionato poi il primo di ottobre). Di fatto, almeno nelle ore precedenti all’incontro di ieri, si sono succedute una serie di preoccupazioni, la prima delle quali spingeva ad ipotizzare che, vista l’esiguità del numero di studenti che hanno chiesto Taranto, il corso avrebbe potuto essere trasferito a Bari. Richieste indicate come provenienti ed avanzate dalle famiglie alla Regione e successivamente, invece, lette da altri come il tentativo estremo di ostruzionismo da parte di qualche frangia di docenti non troppo felici di venire ad insegnare a Taranto. Un déja vu che ha riportato alla memoria ricordi del passato quando, tra le probabili cause del fallimento dei corsi di laurea in Maricoltura e Beni culturali a Taranto, c’erano da annoverare anche questo tipo di resistenze. Le preoccupazioni dell’ultimo momento sono tuttavia apparse mitigate, se non del tutto soffocate e smentinte, nell’incontro che ieri mattina il sindaco Rinaldo Melucci ed il rettore Stefano Bronzini hanno tenuto con i rappresentanti delle diverse realtà coinvolte, compresi gli studenti rappresentanti negli organi accademici ai quali sono state fornite una serie di garanzie. Questo incontro in qualche modo allargato era stato preceduto da un confronto ristretto ed a porte chiuse, sempre a Palazzo di Città, tra il sindaco Melucci, il rettore Bronzini, il presidente della Scuola di Medicina, Loreto Gesualdo, ed il direttore generale dell’Asl Ta, Stefano Rossi.

Dunque, si parte. Il calendario fitto di lezioni – pubblicato sul sito di Uniba – va dal lunedì al venerdì, mattina e pomeriggio. Gli studenti – è stato garantito loro – troveranno spazi adeguati presso le aule e gli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Cittadella della Carità dove hanno anche sede i corsi di laurea delle professioni sanitarie. Le istituzioni si impegnano ad assicurare – riferisce Ivano Barnaba, studente senatore accademico – le navette interprovinciali ed all’interno della stessa provincia di Taranto.
Tra gli aspetti più interessanti l’avvio di una sorta di «ospedale virtuale» che, organizzato dalla locale Asl (sistema già annoverato tra i propri sistemi di formazione ed ora da ampliare) e dagli organi accademici, proporrà una formazione d’avanguardia.

MELUCCI: TANTE COCCOLE AGLI STUDENTI - «Il nostro obiettivo è realizzare negli anni un campus biomedico». Salvatore Sibilla, il presidente della Fondazione Cittadella della Carità, che oltre ad ospitare i corsi di laurea delle professioni sanitarie ora ospiterà anche Medicina, ha in serbo la sorpresa maggiore, soprattutto per gli studenti. Dodici le aule allestite in totale, ma ampia anche l’offerta di una serie di servizi messi in campo. Gli studenti di Medicina di Taranto troveranno, infatti, al quartiere Paolo VI, anche un’area parcheggio loro riservata, una mensa già pienamente funzionante, un percorso fitness allestito nelle aree a verde, un laboratorio d’analisi funzionante ed altro ancora compresa una emittente radio all’interno della quale gli studenti di Medicina e delle Professioni sanitarie potrebbero cimentarsi. La novità più grossa riguarda poi la possibilità riservata a 40 studenti (29 ragazze e 11 ragazzi) di avere a disposizione dei posti letto. Si tratta di possibilità logistiche organizzate all’esterno, ma comunque nelle immediate vicinanze della struttura della Cittadella e messe a disposizione dalla Curia.

C’è da capire nei prossimi giorni quale interesse reale c’è verso questa soluzione da parte dell’utenza. Di fatto ieri, anche i rappresentanti dell’Adisu hanno manifestato interesse e non si esclude che possa determinarsi anche qualche forma di collaborazione o convenzione. Si ipotizzano poi tariffe agevolate per chi volesse avvalersi di tale possibilità in libera scelta. Certo, l’ipotesi è tutta da perfezionare. Lo stesso presidente Sibilla preferisce glissare sull’argomento, rinviando a notizie più dettagliate nei prossimi giorni. Intanto, ieri sera, una nota da Palazzo di Città ha voluto confermare l’impegno a «garantire già da questo primo anno la più alta qualità dello studio e della vita quotidiana ai giovani immatricolati e per testimoniare – così si legge nel documento - che la scelta di Taranto non corrisponde affatto ad una scelta di ripiego o ad una esperienza estemporanea con differente dignità o senza adeguata prospettiva rispetto ad altre realtà di ateneo».

«Questi 60 giovani – ha dichiarato, quindi, il sindaco Melucci - sono la nostra primizia, saranno la nostra eccellenza, stiamo pensando al loro futuro e alla svolta che una città importante come Taranto ha già avviato, a partire dalle questioni connesse all’ambiente e alla ricerca. Proseguiremo e rafforzeremo senza indugio il nostro impegno, in qualunque forma, nei loro confronti e nei confronti della presenza universitaria in riva ai Due Mari. Non è questione di freddi numeri, sapremo prenderci cura delle loro speranze e delle loro aspettative, possono scommetterci. Sarebbe bello che riponessero fiducia in questa programmazione prima di tutto gli studenti ionici». Interviene anche il presidente del Comitato per la Qualità della Vita, Carmine Carlucci: «Si concretizza l'impegno della Regione, Università, Asl, Comune di Taranto, Provincia ma anche Cittadella della Carità e della Scuola di Medicina. E' stato il sogno del CQV e dei tarantini che ora puntano al Dipartimento biomedico».

NON SARA' FALSA PARTENZA (di Mimmo Mazza) - Nel gennaio del 1991 fu l'operazione «Tempesta nel deserto», avviata dagli Stati Uniti per cercare di spazzare via il regime di Saddam Hussein, a interrompere sul nascere il sogno dell'Università a Taranto, sia pure sotto forma di seminari distaccati dall'ateneo di Bari per gli studenti tarantini immatricolati alla facoltà di Giurisprudenza con le lezioni che si tenevano nell'aula magna dell'istituto Pacinotti.

La prima guerra del Golfo accese gli animi studenteschi, iniziarono una serie di manifestazioni e i seminari furono interrotti. Questa volta a rischiare di far naufragare la possibilità di avere a Taranto un corso di laurea in Medicina, gemmato dall'ateneo di Bari, sarebbero state la voglia degli studenti tarantini, vincitori della relativa selezione, di emanciparsi, lasciando le rispettive famiglie e trasferendosi nel capoluogo regionale e dall'altro il timore degli studenti invece dirottati a Taranto di dover fare i conti con lo scotto del noviziato di una sede completamente nuova e con le paure indotte da chi considera la città dei due mari come luogo in cui vi vive mette a rischio la propria salute. Questa è almeno la vulgata ufficiale. Quella meno ufficiale racconta, invece, di qualche barone universitario poco propenso ad accettare una diminutio del suo potere o qualche trasferta non sontuosamente remunerata.

Sia come sia, dodopomani alla Cittadella della Carità, luogo di cura e di preghiera voluto tanti anni fa dall'indimenticato – e indimenticabile – arcivescovo Guglielmo Motolese, per 60 studenti iscritti al primo anno di Medicina dell'Università di Bari, sede di Taranto, inizieranno regolarmente le lezioni. Le aule sono state allestite e il calendario delle lezioni è stato già predisposto da tempo con insegnamenti (quasi) tutti coperti. Gli studenti troveranno spazi adeguati presso le aule e gli spazi messi a disposizione dalla Fondazione Cittadella della Carità dove hanno anche sede i corsi di laurea delle professioni sanitarie. Saranno funzionanti le navette interprovinciali e opererà perfino una sorta di “ospedale virtuale” che proporrà una formazione d’avanguardia.

Di fronte alle titubanze del mondo accademico, legate al fatto oggettivo che dei 48 studenti destinati a Taranto, solo 4 erano coloro che avevano esplicitamente chiesto come sede la città dei due mari mentre gli altri ci rientrano per scorrimento di graduatoria, così come poi saranno coperti i restanti 12 posti disponibili, la politica ha fatto fronte unitario. Regione, Provincia e Comune non hanno mollato di un millimetro al cospetto di voci e manovre, ribadendo un impegno che era stato formalmente preso ormai da tempo con la comunità tarantina e sostenuto con vigore dell'arcivescovo Filippo Santoro.

Nessuno parli, però di imposizioni o perfino di deportazioni. La realtà universitaria tarantina, come dimostra la vitalità del Dipartimento jonico dell'ateneo di Bari, è ormai una realtà consolidata e il luogo scelto per i corsi, una oasi di pace e perfino di benessere considerato che il percorso fitness nella pineta pensato da Salvatore Sibilla, presidente della Fondazione Cittadella della Carità. E i prossimi laureati in Medicina a Taranto magari avranno piacere a curare i mali di una terra che dopo tanto aver dato, ora ha bisogno di ricevere affetto, attenzioni e quelle coccole che il sindaco Melucci ieri sera ha annunciato di voler riservare alle neo-matricole.

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