Venerdì 18 Gennaio 2019 | 19:26

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Laterza: mamma, bimbo e nonna morirono in incidente, chiesto rinvio a giudizio

L'auto su cui viaggiavano si scontrò con una cisterna: un segnale di Stop era poco visibile a causa delle intemperie

Laterza: mamma, bimbo e nonna morirono in incidente, chiesto rinvio a giudizio

È stata fissata per il 17 maggio prossimo dinanzi al gup di Taranto Giuseppe Tommasino l’udienza preliminare a carico di tre indagati accusati di concorso in omicidio stradale in relazione all’incidente stradale avvenuto a Laterza il 21 marzo 2018, in cui persero la vita il piccolo Thomas Gallitelli, di neanche 4 anni, la mamma Anna, di 23, e la nonna Rosaria, di 58, tutti di Ginosa (Taranto). Il nonno, Tommaso Gallitelli, di 62 anni, che guidava l’auto, una Ford Focus, scontratasi con un’autocisterna che trasportava latte, riportò gravi ferite. L’altro mezzo era condotto da Pasquale Elmi, 57 anni, di Gioia del Colle (Bari).
Il tragico schianto avvenne all’incrocio tra via Madonna della Grazie e via Ninni, dove c'era un cartello di 'Stop', dallo sfondo sbiancato dalle intemperie con la scritta 'spruzzata' a mano con vernice spray.

Il pubblico ministero Raffaele Graziano ha chiesto il rinvio a giudizio, oltre che per i conducenti dei due veicoli coinvolti, anche per il responsabile del settore Lavori pubblici del Comune di Laterza, Paolo Perrone, di 64 anni. I familiari delle vittime, attraverso il consulente personale Luigi Cisonna, si sono affidati a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro. Secondo l'accusa, Elmi omise di usare la dovuta prudenza e di regolare la velocità nell’approssimarsi all’intersezione con la strada comunale n. 14, così impattando con il veicolo Ford Focus proveniente da Laterza in direzione Gioia del Colle, condotto da Tommaso Gallitelli, che a sua volta - secondo il capo d’imputazione - avrebbe omesso «di arrestare la marcia pur in presenza di intersezione e di dare la precedenza al veicolo Fiat Iveco che sopraggiungeva dalla sua destra». Con la «cooperazione colposa» di Perrone che, quale responsabile del settore lavori pubblici del Comune di Laterza, ente proprietario delle arterie stradali, «ometteva, pur avendone l’obbligo, di provvedere all’apposizione e alla manutenzione della prescritta segnaletica stradale atta a indicare, nella zona del sinistro in questione, sia il segnale (di preavviso) di intersezione stradale che la segnaletica orizzontale (fascia orizzontale di arresto unitamente alla dicitura Stop)».

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