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STORIE A 4 ZAMPE

Cani e gatti, senza sfumature di grigio

Cani e gatti, senza sfumature di grigio

Ariel e Tigro, cane e gatto che convivono sotto lo stesso tetto

Spesso ci chiediamo cosa vedono gli amici dell’uomo: di giorno daltonici, di notte due «lampade» che illuminano

20 Agosto 2022

Raffaella Direnzo

Guardare il mondo attraverso gli occhi dei nostri pet può fornire informazioni su come percepiscono il mondo. Paragonando gli occhi ad una (vecchia) macchina fotografica, questa è formata da una camera oscura, una scatola con una sola apertura davanti da cui filtra la luce proveniente da ciò che si sta osservando e che, seguendo un cammino rettilineo, colpisce la pellicola – posta nella parte opposta all’obiettivo. Nello stesso modo in cui la pellicola impressionata crea la foto, così nell’occhio la luce passando – in maniera rettilinea- attraversa cornea, pupilla – un foro -, cristallino e vitreo, generando stimoli visivi.

Come gli umani daltonici

Per i cani la loro visione dei colori è molto simile a quella di un essere umano con daltonismo rosso-verde, sebbene ci siano altre differenze. I cani sono meno sensibili alle variazioni delle sfumature di grigio rispetto agli umani, così come solo a circa metà dei cambiamenti di luminosità. In particolare, «i cani e i gatti hanno una visione dicromatica anziché tricromatica - come gli esseri umani-, quindi vedono come i daltonici. In effetti possiedono dei coni più sensibili al blu e al giallo rendendo la loro visione simile a quella di un essere umano deuteranope -cioè colui che non può percepire il colore verde », spiega il dr. Adolfo Guandalini, medico veterinario, dottore di ricerca in Oftalmologia veterinaria, diplomato European College of veterinary ophthalmologists, diploma interUniversitario in Chirurgia vitreoretinica. 

Coni e bastoncelli

La parte sensibile alla luce dell’occhio è nota come retina. Situata nella parte posteriore dell’occhio, la retina contiene due tipi di cellule: coni, per colore e dettaglio, bastoncelli, per rilevamento dei livelli di luce. I coni gestiscono la visione durante il giorno e la percezione del colore; i bastoncelli ciò che può essere visto di notte e la capacità di vedere da un lato all’altro e tutt’intorno – visione periferica -. Ogni cono rivela la lunghezza d’onda della luce. Gli esseri umani hanno tre coni e quindi possono generalmente rilevare l’intero spettro della luce. I gatti hanno solo due coni, il che limita lo spettro di luce che possono vedere.

«Tapetum Lucidum»

Specificatamente, i cani e i gatti essendo, fondamentalmente, dei predatori, hanno una visione specializzata per certe condizioni ambientali. Infatti, avendo entrambi una retina ricca in bastoncelli hanno una miglior visione crepuscolare e notturna. «Gli occhi dei nostri animali "brillano" di notte perché nella loro coroide, subito al di sotto della retina, è presente una struttura chiamata tappeto lucido che riflette la luce e amplifica la visione. Ed è proprio grazie all’elevata concentrazione in bastoncelli nella retina la visione notturna è fortemente favorita. Quindi di notte vedono molto bene» evidenzia il Dr. Guandalini. Il bagliore emanato dal tapetum è solitamente giallo-verdastro – può essere blu o arancione -. Non tutti i cani hanno questa struttura; i cani con gli occhi azzurri più comunemente non lo possiedono e danno un aspetto occhi rossi causato dai globuli rossi nella parte posteriore degli occhi.

Eterocromia

Il termine che deriva dalle parole greche héteros, che significa diverso, e chróma, che significa colore. «L'eterocromia dell'iride è caratterizzata da colori differenti nella stessa iride o fra le due iridi nello stesso animale. Spesso è la sola manifestazione della diluizione di colore oculare in alcune razze (es. Siberian Husky, Alaskan Malamute, Shih Tzu, ecc.). A parte la variazione nell'aspetto l'eterocromia dell'iride non ha un significato clinico. Talvolta può essere una delle manifestazioni delle anomalie oculari multiple legate al gene Merle, che modifica il pigmento scuro degli occhi e determina, tra le tante cose, una combinazione di colori nel manto dei cani».

Terza palpebra

La terza palpebra che persiste nella specie umana come caruncola lacrimale, definita anche membrana nittitante, è una «palpebra aggiuntiva» nascosta all’interno degli occhi del gatto, che ha alcuni ruoli fondamentali nei pets: distribuzione del film lacrimale, protezione fisica della cornea e compartecipazione, grazie alla ghiandola annessa, alla produzione della secrezione lacrimale per circa un 30/40% della quantità totale di lacrime prodotte a livello oculare. Viene fuori per un riflesso spontaneo quando il cane necessita di un sistema di difesa. Se si dovesse notare la presenza persistente della terza palpebra del gatto in uno o entrambi gli occhi del felino è bene contattare immediatamente il proprio veterinario di fiducia in quanto potrebbe essere che il micio sia malato o gli sia entrato un corpo estraneo nel bulbo oculare.

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