Lunedì 08 Agosto 2022 | 07:17

In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Mal di Matera come il Mal d’Africa

Mal di Matera come il Mal d’Africa

31 Luglio 2022

Mariateresa Cascino (foto Genovese)

Visioni oniriche, mondi surreali, contenuti latenti e manifesti: nel cuore della notte, vivendo al centro di Matera, può capitare di sognare panini e doppi hamburger giganti invadere la città, come nel film di Woody Allen: «Tutto ciò che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere», in cui una mammella gigante distrugge quello che incontra nel suo cammino. Nella fase Rem, si può essere ingannati da visioni di arrosti misti, spritz e fave e cicorie che gongolano costosissimi e si fanno largo a spintoni tra i tavolini e i turisti. Si possono anche annusare gli odori di varie cibarie, un tempo vietati con le ordinanze sindacali, che invadono strade e vicoli dei Sassi.

Per godere delle anomalie della vita, al risveglio, una volta accompagnato dal canto del gallo, arriva come una meteorite che si schianta al suolo il frastuono della raccolta del vetro. In coerenza con le vibrazioni oniriche, alle sei del mattino, per dare il buongiorno ai sognatori, parte la sinfonia dei soffiatori, diavoleria anti ecologica dal suono continuo e martellante che spara aria su coriandoli matrimoniali e cartacce buttate in strada alzando al cielo polveriere luccicanti. Al sorgere del sole, la realtà può entrare prepotentemente in casa e dalla finestra giungere schiamazzi e allegre strombazzate, offerti gratuitamente da una simpatica band improvvisata a fare da colonna sonora pure a orde di turisti a caccia di souvenir e chincaglierie Made in Bangladesh nei numerosi shop che puntellano le strade del centro storico.

Alle loro note allegre si affiancano le voci dei campioni dell’accoglienza: «Signora, ha visto i Sassi?», domandano i Ciceroni tenaci e intraprendenti. Tra sogni turbolenti e realtà ci si accorge dell’identità di una città che cambia e del prezzo da pagare per vivere nel cuore di un meraviglioso ecosistema delicato e fragile, unico come Venezia, magnetico come l’Africa primordiale e in bilico tra morsi, fughe e voglia di appartenenza. Negli abitanti temporanei, che la gustano per qualche ora, anche con esperienze altamente cotturali insaporite dalle fettuccine alla Mel Gibson, la sua dolente e struggente bellezza lascia comunque bellissimi ricordi e genera ancestrali nostalgie.

È il Mal di Matera che come il Mal d’Africa è inguaribile per chi la lascia, mentre, per chi rimane nel suo centro, occorrono formule magiche per restare in equilibrio e non ritrovarsi schiacciati dall’incubo di un’invasione di panini giganti che potrebbe far scappare via anche i più affamati sognatori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725