Circa un pugliese su tre ha rifiutato di anticipare una visita o un esame urgente nell'ambito del piano straordinario di abbattimento delle liste d’attesa varato dalla giunta regionale pugliese. Di questi, circa i due terzi hanno rifiutato dichiarando di preferire la data già fissata. Parliamo per la maggior parte di Tac e risonanze magnetiche, ma anche di radiografie e di visite (soprattutto cardiologiche ed oculistiche): a dimostrazione, molto probabilmente, che la richiesta originaria non era davvero urgente, se non è un problema aspettare - in alcuni casi - anche sei mesi in più.
E' quanto emerso dal primo monitoraggio effettuato dalla Regione sui dati relativi ai primi quattro giorni della settimana che va dal 9 al 12 febbraio e che ha evidenziato la motivazione fornita dal 64% (1.981 persone) di chi ha rifiutato l’anticipo. Uno su cinque (il 21%) ha invece detto di aver già ottenuto la prestazione in una struttura diversa rispetto a quella in cui era in lista d’attesa, mentre il 7% ha rinunciato perché la prestazione non era più necessaria. Nell’8% dei casi, invece, il rifiuto non è stato motivato. E' quanto emerso oggi pomeriggio 13 febbraio nella riunione del gruppo di monitoraggio della Regione cui hanno preso parte il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, e il direttore generale reggente dell’Aress, Lucia Bisceglia, insieme a dirigenti regionali, responsabili delle liste d’attesa e dei centri di prenotazione delle aziende sanitarie.
Anche dal 9 al 12 febbraio il dato sui rifiuti si attesta al 30% (3.053 persone): sono state contattate 10.325 persone per anticipare visite ed esami e 1369 per anticipare il ricovero, e 1.200 sono le persone che sono risultate irreperibili. In totale da inizio febbraio sono state richiamate complessivamente 26.190 persone, di cui 21.701 per prestazioni specialistiche e 4.489 per ricoveri. L'obiettivo del piano straordinario è smaltire 124mila prestazioni U (urgente, entro tre giorni) o B (breve, entro 10 giorni) nel termine di giugno 2026.
I dati fin qui raccolti pongono in forte dubbio l'appropriatezza prescrittiva, perché un malato in attesa di una prestazione davvero urgente non dovrebbe rifiutarne l'anticipazione. E negli ultimi giorni - secondo i responsabili dei Cup - si è registrato un ulteriore aumento delle richieste di prestazioni con codice U e B, segno che la percezione da parte dei cittadini dell'iniziativa di abbattimento delle liste d'attesa potrebbe non essere del tutto coerente con le sue finalità.
















