Domenica 08 Febbraio 2026 | 22:10

Ecco Matera, la città diva miracolata dai film biblici

Ecco Matera, la città diva miracolata dai film biblici

 
Mariateresa Cascino

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Mariateresa Cascino

Ecco Matera, la città diva miracolata dai film biblici

Cresce l’attesa per il ritorno di Mel Gibson. Ogni ritorno di macchina da presa è un atto di riconoscimento. Dal vecchio al nuovo millennio Matera incarna la Terra Santa dove si posa la polvere di stelle hollywoodiana...

Domenica 08 Febbraio 2026, 13:16

Set simbolo, corpo e metafora della Resurrezione di Cristo. Qualche giorno fa è stata annunciato il ritorno nella città dei Sassi dell’attore regista australiano, Mel Gibson, per il sequel di The Passion of the Christ. Dissennato, coraggioso, colto e popolare al tempo stesso, la Passione di Cristo fece discutere il mondo per la sua radicalità visiva e teologica e consacrò Matera a Gerusalemme nell’immaginario collettivo. Esso provocò conversioni di fede, pianti e silenzi imbarazzanti, trasporto spirituale e profonde riflessioni. Fu il film più controverso e il più discusso dalle comunità religiose. Ebrei e cristiani erano coinvolti nel dare giudizi sull’antisemitismo dell’opera, sul suo sadismo e la sua passione di violenza e amore. D

unque, per opera dello spirito santo, in questo mondo primitivo, continuano i miracoli per la città già diva del cinema biblico: vocazione millenaria, telegenia paesaggistica e culturale, capitale primordiale della cinematografia spirituale, con Resurrection of the Christ adesso il cerchio non si chiuderà, ma si aprirà. La resurrezione, infatti, non è solo il cuore della narrazione evangelica, evento che ribalta la morte, trasforma il sepolcro in annuncio, ma, a pensarci bene, è anche il destino profondo di Matera. Città ferita, vergogna nazionale, poi riscoperta e restituita a sé stessa senza tradire troppo la propria identità, Matera incarna una resurrezione laica e civile. È rinata più volte, spesso “da sola”, o con l’aiuto di pochi uomini e donne visionarie, grazie a una capacità endogena di rigenerarsi, di trasformare l’imbarazzo in patrimonio, l’ombra in luce.

Ed è proprio la luce che riverbera sulla pietra bianca a illuminare i luoghi del cinema biblico, che qui non sono mai semplici sfondi, ma teologia costruita con la luce. Cavità, gradini, vuoti pieni di memoria, i Sassi parlano il linguaggio della Pasqua. Qui il sepolcro non è un artificio scenografico: è esperienza millenaria di sottrazione e attesa. Gibson lo sa, e torna dove la pietra sa farsi carne, dove la resurrezione può essere raccontata senza effetti, affidandosi alla forza primitiva del paesaggio.La Resurrezione di Cristoandrà così arafforzare un’identità precisa: Matera non “ospita” i film biblici, li genera.

Ogni ritorno di macchina da presa è un atto di riconoscimento. Dal vecchio al nuovo millennio Matera incarna la Terra Santa dove si posa la polvere di stelle hollywoodiana. Così, dopo aver mostrato al mondo il dolore estremo della Passione, la città sarà chiamata a reggere il peso simbolico della speranza. Ed è forse questo il miracolo più autentico: una città che, come il racconto che la attraversa, continua a risorgere, da sola, fedele a sé stessa, magari più umile, mentre il cinema ne amplifica il senso e lo consegna, ancora una volta, al mondo.

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