Venerdì 13 Febbraio 2026 | 21:32

Lecce, prescritte le accuse di corruzione contro Seccia: il magistrato non ha potuto opporsi

Lecce, prescritte le accuse di corruzione contro Seccia: il magistrato non ha potuto opporsi

Lecce, prescritte le accuse di corruzione contro Seccia: il magistrato non ha potuto opporsi

 
sede tribunale di Lecce

La sede del tribunale di Lecce

Il gip ha accolto la richiesta della Procura dopo che il primo decreto era stato annullato dalla Cassazione: la vicenda non è mai approdata a processo

Venerdì 13 Febbraio 2026, 18:17

Il diritto di rinunciare alla prescrizione (e quindi a essere processato e giudicato nel merito) appartiene all’imputato e non al semplice indagato. Questo principio, ribadito dalla Corte costituzionale evocata dal Tribunale di Lecce, si è propagato a cascata fino al decreto con cui ieri il gip Alcide Maritati ha dichiarato la prescrizione dei reati ipotizzati a carico del magistrato barlettano Domenico Seccia, del commercialista barese Massimiliano Soave e dell’imprenditore Flavio D’Introno.

La vicenda è un rivolo delle indagini sulla «giustizia truccata» nel Tribunale di Trani, in cui Seccia era incappato per via delle dichiarazioni di D’Introno e dell’ex pm Antonio Savasta relative alla gestione di alcuni procedimenti tributari a carico della famiglia dell’imprenditore. A settembre 2021 il gip di Lecce aveva archiviato tutto per prescrizione, su richiesta della pm Roberta Licci che riteneva la corruzione in atti giudiziari «certamente consumata». Seccia, venuto a conoscenza dell’archiviazione nell’ambito di un procedimento parallelo (la sua denuncia per calunnia nei confronti di D’Introno e Savasta, di cui ancora si discute a Perugia), si era opposto presentando reclamo e dichiarando di voler rinunciare alla prescrizione. Sul punto il Tribunale di Lecce ha sollevato un dubbio di costituzionalità, risolto in senso negativo dalla Consulta, e ha quindi riqualificato il reclamo di Seccia come ricorso per Cassazione. Qui a marzo 2025 il decreto di archiviazione è stato annullato per abnormità perché la motivazione («Certamente consumata») sfociava «nella affermazione della responsabilità penale dell’indagato».

La questione è dunque tornata davanti al gip di Lecce, che per estremo garantismo il 5 febbraio ha voluto convocare le parti in camera di consiglio. La Procura ha ovviamente insistito con la richiesta di archiviazione per intervenuta prescrizione, e la difesa di Seccia - che nel 2021 aveva impugnato - non ha potuto far altro che associarsi: non essendo stata esercitata l’azione penale, e non potendo quindi rinunciare alla prescrizione, la sua opposizione non avrebbe avuto più alcun senso. Resta quindi il fatto storico: l’ex magistrato antimafia barlettano (oggi procuratore di Vasto) era stato indagato per corruzione in atti giudiziari, ipotesi prescritta prima di approdare al vaglio di merito di un Tribunale e oggi definitivamente archiviata. [m.s.]

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