Venerdì 13 Febbraio 2026 | 08:38

Bari, slitta la graduatoria per il contributo agli affitti: 787 famiglie non in regola con la Tari

Bari, slitta la graduatoria per il contributo agli affitti: 787 famiglie non in regola con la Tari

 
Davide Lattanzi

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Davide Lattanzi

Bari, slitta la graduatoria per il contributo agli affitti:  787 famiglie non in regola con la Tari

Arrivate oltre 2.300 domande. Il Comune concede dieci giorni per sanare la situazione e mettersi in regola

Venerdì 13 Febbraio 2026, 06:20

Bari Un impegno concreto per aiutare le famiglie in difficoltà, ma soltanto se si metteranno in regola con i tributi. Ha sorpreso il ritardo nella pubblicazione della graduatoria inerente il contributo alloggiativo, malgrado il bando per accedere al bonus fitti sia stato divulgato lo scorso ottobre. Un’opportunità che il Comune è riuscito a mantenere attraverso la quota di utilizzo dell’avanzo di amministrazione. In tal modo, è stato rifinanziato il contributo alloggiativo per un importo pari a 3,6 milioni, malgrado la misura sia stata cancellata dal Governo.

Un’agevolazione che, tuttavia, come ha più volte ricordato il sindaco Vito Leccese, resta l’unico modo per assicurare il sostegno a tanti nuclei altrimenti destinati a trovarsi in forte difficoltà nella gestione del bilancio familiare, in un contesto di fortissima emergenza abitativa. Il contributo alloggiativo, che ha avuto un impatto significativo già lo scorso anno, si rivela come uno strumento fondamentale per rispondere a una criticità crescente, garantendo ai nuclei meno abbienti un aiuto concreto sulle spese.

Un terzo non in regola Nel dettaglio, sono 2.587 le domande pervenute per accedere al contributo, ma addirittura 787 nuclei non risultano in regola sulla Tari. Si tratta, dunque, di soggetti che non hanno versato per intero il tributo oppure che addirittura non risultano mai dichiarati. «Stiamo portando avanti un’azione combinata tra l’ufficio del patrimonio e quello dei tributi», spiega l’assessore alle Legalità, Nicola Grasso. «Il requisito di essere in regola con la Tari è sempre stato inserito anche nei precedenti bandi come condizione indispensabile per accedere all’agevolazione. Pertanto, si è resa necessaria una verifica che sta portando alla luce anche una serie di falle probabilmente non evidenziate in precedenza. Tuttavia, è necessario che le famiglie a cui sarà destinato il contributo siano effettivamente in una situazione di regolarità. L’accertamento è stato necessario anche per verificare che in alcuni nuclei il soggetto registrato alla Tari corrispondesse effettivamente all’intestatario. Pertanto, è un attività che da un lato deve fungere da garanzia e dall’altro sarà utile anche per le future verifiche».

Dieci giorni per sanare Proprio in queste ore, dunque, si sta registrando un’autentica corsa alla regolarizzazione delle situazioni pendenti. È stato concesso, infatti, un termine fissato al 23 febbraio per consentire ai nuclei non censiti di effettuare gli adempimenti richiesti. Spesso, quindi, sta accadendo che famiglie in debito di cifre cospicue (nell’ordine di quattro-cinquemila euro) stiano procedendo ai versamenti per accedere ad un contributo che potrebbe rivelarsi inferiore ai 1.500 euro qualora tutti i soggetti in difetto procedano effettivamente alle sanatorie. Tuttavia, l’amministrazione, pur confermandosi al fianco delle famiglie in difficoltà, necessariamente dovrà prediligere chi ha versato regolarmente l’imposta sui rifiuti.

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