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Punti di vista

Le nuvole parlanti della nostra Taranto

Le nuvole parlanti della nostra Taranto

27 Marzo 2022

Omar Di Monopoli

Non tutto è perduto, a Taranto, e anzi, a riprova che energie più che positive vorticano indomabili sotto la nera coltre dei miasmi, registriamo con entusiasmo il tentativo, partorito e poi concretizzatosi in piena pandemia, di produrre fumetti di livello in una città a torto confinata - da troppi anni - a ruoli marginali nella cultura nazionale.

L’idea si deve a tre sognatori, in primis allo scrittore Maurizio Cotrona, al quale si accende una lampadina il giorno in cui incontra Gian Marco De Francisco, un disegnatore con nel curriculum il merito di aver già messo in piedi una scuola di grafica e fumetto tutta pugliese, la «Grafite». Quando ai due moschettieri si unisce il terzo, Antonio Mandese, pupillo di una dinastia di editori assai rinomati nella Città dei due mari, il gioco è fatto: nasce Ottocervo, etichetta editoriale interamente dedicata alle nuvole parlanti.

Una impresa coraggiosa, tutt’altro che “local”, che anzi ha come principio fondante proprio quello di sganciarsi dalle soffocanti dinamiche del campanile per mirare più in alto, alla distribuzione e al vaglio di proposte ben oltre le mura di casa. E infatti il debutto è avvenuto con un elegante volume firmato dall’esordiente romano Frita (al secolo Francesco Rita, musicista, regista, pittore, artista a tutto tondo). Il suo “Camerette” è una piccola graphic-novel provocatoria dove titolo e sottotitolo (“un romanzo rosa a fumetti”) evocano un immaginario soave di brividi romantici e batticuori che viene rovesciato dagli splendidi testi e disegni dell’autore: nelle ‘camerette’ di questo romanzo corale a fumetti prendono vita relazioni complesse, dolorosamente adulte.

Curiosa infine - ma più che centrata - la scelta del nome del progetto complessivo: Otto Cervo era un eroe della civiltà Mixteca, un personaggio la cui epopea viene narrata in un manoscritto illustrato di epoca precolombiana, il codice Zouche-Nuttall, il quale può essere considerato, a tutti gli effetti, un antenato della narrazione grafica contemporanea. Un proto-fumetto, insomma.

Prendere questo nome, farne l’epitome di una operazione ambiziosa che vede al lavoro giovani imprenditori che hanno deciso di investire soldi ed energia nella carta stampata è un omaggio sincero e appassionato a un mezzo che possiede due caratteristiche peculiari: l’universalità, già compresa da artisti di ogni epoca, e l’agilità, necessaria per protendersi verso il futuro, anticipando immaginari e tendenze di ciò che verrà. Non è poco, in momenti come questo. Que viva a los comics!

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