Domenica 20 Gennaio 2019 | 13:36

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DIFESA

Il generale Vecciarelli
Capo di Stato Maggiore

"Investire sull’elemento umano facendo leva sulla forza delle idee e sulla spinta di innovazione che viene dal basso"

Il generale VecciarelliCapo di Stato Maggiore

Il generale Vecciarelli

Presso l’aeroporto militare di Ciampino sede del 31° Stormo, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di capo di Stato Maggiore della Difesa tra il generale Claudio Graziano e il generale Enzo Vecciarelli. Il passaggio del testimone al vertice delle Forze Armate si è svolto alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del vicepresidente della Camera, Mara Carfagna e del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. “In questi ultimi anni abbiamo visto le Forze armate occupare un ruolo sempre più importante nella vita del Paese” – ha affermato il ministro della Difesa durante la cerimonia del cambio del capo di Stato Maggiore della Difesa – “esse si sono costruite un patrimonio di credibilità, esperienza e capacità, sia di fronte all’opinione pubblica nazionale che a quella internazionale, che dobbiamo preservare in tutti i modi e oggi – ha continuato il Ministro – sono sempre più impegnate a presidio della sicurezza interna ed esterna del Paese, per il bene dei cittadini”.

Dinanzi ad uno schieramento in armi di reparti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Generale Graziano, all’atto della conclusione di circa 44 mesi di responsabilità alla guida dello strumento militare, ha voluto accomiatarsi dagli uomini e dalle donne delle Forze Armate sottolineando che “l’Italia è un Paese di riferimento per la NATO e membro attivo per le Nazioni Unite e tale ruolo ci pone nelle condizioni di poter partecipare da protagonisti a tutti i meccanismi ed i progetti di interesse che si sviluppano nell’arena internazionale“ ha poi aggiunto “ la mia esperienza da capo di Stato Maggiore della Difesa mi lascia, anzitutto, una ferma consapevolezza: quella di aver avuto il privilegio di guidare sul campo i migliori soldati del mondo. Per questo sono grato alle istituzioni che mi hanno consentito di vivere questo intenso ed emozionante percorso, costellato di soddisfazioni professionali e morali, ma anche di momenti di preoccupazione, in cui sono stato chiamato ad assumere scelte impegnative, che avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità o la vita stessa dei miei militari. L’ho sempre fatto guardando al bene della Patria – in linea con le missioni assegnate e con le direttive dell’Autorità Politica – e con la consapevole certezza di poter contare sul miglior capitale a disposizione, quello umano, “centro di gravità” delle Forze Armate. Ad esso va dedicato ogni nostro sforzo ed ogni nostra attenzione, senza demagogia, senza secondi fini, sapendo che anche in questo momento, in qualche luogo della terra, un uomo o una donna con il tricolore cucito sull’uniforme e sulla pelle sta operando in armi, a protezione dei deboli e per la tutela degli interessi nazionali. Negli ultimi trenta anni l’Italia ha maturato prestigio e credibilità proprio dall’efficacia dell’impiego delle sue Forze Armate”.

Il generale Graziano termina il mandato di capo di Stato Maggiore della Difesa ed assumerà, già da domani a Bruxelles, il prestigioso incarico di presidente del Comitato militare dell’Unione Europea. Quale massima autorità militare dell’Unione Europea, il generale Graziano è atteso da molteplici sfide volte al rafforzamento della dimensione di difesa e sicurezza del continente, nell’ambito della PESCO (Cooperazione Strutturata e Permanente nel campo della Difesa) e anche con l’obiettivo di migliorare e rafforzare la cooperazione NATO – UE, strumento fondamentale per fornire una risposta efficace e collettiva alle attuali minacce alla sicurezza, prima tra tutte il terrorismo internazionale.

Dopo il formale passaggio delle insegne, il generale Vecciarelli ha preso la parola e ringraziando il generale Graziano per quanto fatto in un periodo caratterizzato da eccezionali sfide alla sicurezza e da profondi cambiamenti, ha dichiarato: “Intendo continuare ad investire sull’elemento umano facendo leva, innanzitutto, sulla forza delle idee, sulla spinta di innovazione che viene dal basso. Dobbiamo saper cogliere il nuovo senza timori, avere il coraggio di stigmatizzare vecchi preconcetti ideologici ma anche allontanare abitudini obsolete e sclerotici status-quo” e ha concluso “ponendomi idealmente di fronte ad ognuno dei miei uomini e donne e innanzi ad ogni cittadino italiano mi impegno a profondere ogni mia risorsa fisica, morale e intellettuale per assolvere i doveri costituzionali". Vecciarelli, neo capo di Stato Maggiore della Difesa, come responsabile dell’area tecnico-operativa della Difesa e dell’impiego dello strumento militare nazionale, si troverà alla guida di circa 180.000 uomini e donne delle Forze Armate, quotidianamente impiegati nelle operazioni, in Italia e all’estero, che vedono oggi il nostro Paese schierare i propri militari in 40 missioni, condotte in 24 paesi/aree geografiche. Tale impegno è finalizzato a fronteggiare le sfide alla sicurezza provenienti da due archi di crisi e instabilità: uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nordafricana e la fascia sub-sahariana ed uno ad est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero e il Mediterraneo Orientale.

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