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In Puglia e Basilicata

Pianeta giovani

Social: la vita parallela dei ragazzi lucani

Social: la vita parallela dei ragazzi lucani

Secondo il report del garante dell’infanzia, sempre più isolati nel virtuale. Intervistato un campione di 10.748 studenti della Basilicata tra scuole medie e superiori. Occhio alle dipendenze e attenzione al cyberbullismo

22 Maggio 2022

Massimo Brancati

Il mondo in un display. Gioie, dolori, sentimenti misurati da emoticon e visualizzazioni in una realtà virtuale sempre più invasiva, al punto da confondere i contorni di ciò che realmente accade attorno a noi. Non c'era bisogno della ricerca della San Diego University per dirci che cellulari e tablet assorbono cervello, anima e cuore dei ragazzi. È la generazione smartphone, bellezza. E tu non puoi farci niente. Se non sperare che figli e nipoti, smarriti nell'uso eccessivo di social e dintorni, non finiscano nell'inferno delle tendenze distorte del web, come l'Hikikomori che significa chiusura in se stessi e ritiro dalla vita reale per immergersi completamente nel pianeta tecnologico.

Sul fenomeno il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza di Basilicata, Vincenzo Giuliano, ha promosso uno studio per cercare di delineare meglio i contorni del rapporto tra giovani e social, soprattutto nel contesto della pandemia che ha acuito l’isolamento a cui i ragazzi tendono addentrandosi nel mondo virtuale.

Le «app» L’indagine, innanzitutto, focalizza l’ambito d’azione. Facebook non è tra le «app» preferite dagli studenti delle medie (meno del 10% tra le femmine e solo l’1% tra i maschi), mentre Tik-tok viene utilizzata dal 30% dei maschi e dal 35,20% delle femmine, Instagram dal 26% dei maschi e dal 27,50% delle femmine, il 43% dei maschi utilizza altre «app» così come il 36,80% delle femmine. Un numero più elevato di maschi afferma di guardare molti video su internet: 69,70% di maschi contro il 55,20% di femmine. Un’altissima percentuale di maschi preferisce i video di sport e, a seguire, i video-giochi ed i video di motori, mentre le femmine prediligono i video divertenti/comici, i video-giochi ed i video di musica.

Cyberbullismo Poco significativa è la percentuale di coloro che affermano di essere oggetto di derisione tramite il cellulare, il 6,20% delle ragazze ed il 5,90% dei ragazzi. In caso di offese, le ragazze sono più disposte a parlarne in famiglia (79,35%) rispetto ai coetanei maschi (70,25%), pertanto solo un quarto del campione preferisce non confidarsi con i genitori. Tra i maschi più numerosi sono coloro che ammettono di aver offeso i compagni di scuola, anche se questi comportamenti riguardano complessivamente meno del 25% del campione.

Lockdown Il 41,29% del campione ritiene che la propria condizione sia peggiorata a causa del lockdown per il Covid. Il 47,20% delle ragazze ha avvertito un peggioramento della propria condizione a fronte del 34,90% dei ragazzi. La paura del futuro è stata la sensazione negativa più diffusa (41,60% tra le ragazze e 37,44% tra i ragazzi), mentre la difficoltà di concentrazione e di apprendimento è stata evidenziata in maggior numero dai maschi (36,60% a fronte del 30,65% delle femmine). Insonnia e ansia avvertiti di più dalle ragazze (15,20% contro il 7,20%).

Dipendenze Non solo social e smartphone. L’indagine affronta anche problematiche come la diffusione del gioco d’azzardo tra i minorenni, le sostanze stupefacenti, la diffusione del tabagismo. Alla domanda se hanno mai giocato al superenalotto, gratta e vinci, slot machine e gioco d’azzardo, i maschi hanno risposto di sì con oltre il 30%, mentre per le donne meno del 20%. L’età più frequente per i giovani che iniziano a fumare spinelli, secondo l’indagine, è 14-15 anni sia per i maschi che per le femmine con una percentuale maggiore in questa fascia di età del 37,60%, il 10,86% afferma di avere iniziato a fumare spinelli a 10 anni.

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