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L'intervista

Potenza, Prefetto Vardè: «Il Covid ha acuito l'emergenza lavoro»

La pandemia ha assorbito gli sforzi e l’impegno anche delle forze di polizia sull’intera provincia di Potenza

Potenza, Prefetto Vardè: «Il Covid ha acuito l'emergenza lavoro»

foto Tony Vece

La difficile gestione dell'emergenza sanitaria ha, di fatto, caratterizzato gran parte della sua permanenza nel capoluogo lucano. Da un anno e nove mesi Annunziato Vardé è il Prefetto di Potenza e questa sua esperienza in terra lucana inevitabilmente la ricorderà proprio legandola alla pandemia che ancora oggi assorbe la quasi totalità del suo impegno sul fronte del controllo del territorio.

«È vero – sottolinea Vardé – il 2020, anche sotto il profilo del coordinamento delle forze di polizia, è stato caratterizzato da un impegno costante per prevenire violazioni e verificare il rispetto delle misure restrittive di volta in volta adottate dal Governo nazionale e dal Presidente della Regione per contenere la diffusione del coronavirus».

Quali le forze in campo per monitorare il territorio?
«Anzitutto le forze territoriali di polizia (Questura e Comandi Provinciali Carabinieri e Guardia di Finanza), ma anche l'Esercito dell'operazione “Strade sicure” e le specialità a partire dalla Polizia Stradale. Credo che i risultati siano stati più che soddisfacenti e colgo l'occasione per ringraziare tutti per l'impegno. Questi servizi, soprattutto nella prima fase dell'emergenza sanitaria, hanno contribuito molto ad evitare che ci potesse essere una maggiore diffusione del Covid nella nostra provincia, soprattutto in occasione del rientro di lavoratori e studenti provenienti dal Nord. Non a caso, la Basilicata è stata la regione che ha registrato il minor numero di contagi».

I dati della seconda fase, in termini di contagio, sono superiori. Qualcosa non ha funzionato?
«La seconda ondata ha avuto caratteristiche diverse: mentre la prima ha registrato una concentrazione nelle regioni del nord, la seconda ha avuto una diffusione uniforme su tutto il territorio nazionale. Ma si è riusciti comunque a fare in modo che le strutture sanitarie non andassero in tilt. Non è mai stata registrata una carenza di posti-letto nei reparti interessati e neppure in un settore nevralgico come la Terapia intensiva».

Il servizio di controllo, oltre alla vigilanza sul rispetto delle restrizioni, ora riguarda anche il complesso sistema della vaccinazione anti-Covid...
«Sì. Il 2020 si è chiuso proprio con una serie di riunioni del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per assicurare servizi di scorta ai mezzi che trasportano il vaccino. In una prima fase, quella del “vaccino day” che si è tenuto, come in tutta Europa, il 27 dicembre scorso, ci siamo occupati della sicurezza dell'arrivo delle dosi al San Carlo presso il quale presidio sanitario abbiamo organizzato un servizio di vigilanza fissa per tutta la durata della somministrazione. Poi, con l'avvio della campagna di vaccinazione vera e propria, abbiamo continuato a pianificare servizi di scorta dagli aeroporti di arrivo fino ai vari centri di stoccaggio nonché servizi di vigilanza dinamica presso tutti i centri di somministrazione individuati in Basilicata. È un servizio che garantiremo anche nei mesi a venire, considerato che la campagna vaccinale prosegue ininterrottamente».

A proposito, lei si vaccinerà?
«Certo, aspetto il mio turno e darò il mio consenso. Se le mie allergie me lo consentiranno mi vaccinerò».

Al di là dell'emergenza Covid, confrontando Potenza con le sue esperienze precedenti avute in carriera quale idea ha del capoluogo e della sua provincia dal punto di vista della sicurezza?
«Sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica è un territorio senza grandi problemi. Lo dicono, d'altra parte, anche recenti classifiche di importanti media nazionali basate sulle statistiche ufficiali della delittuosità: nella graduatoria dei reati, stilata facendo riferimento alle denunce presentate, “Italia oggi” colloca Potenza nel primo gruppo (condizione buona) top, al 17esimo posto su 107 province italiane, con un balzo in avanti di ben 14 posizioni rispetto all’anno precedente. Situazione confermata anche dalla classifica del Sole 24 Ore secondo cui il capoluogo lucano ha un indice di criminalità tra i più bassi d'Italia. Insomma, la situazione è buona ma non per questo abbassiamo il livello di attenzione: tutt’altro!».

Eppure non le sarà sfuggito l'allarme lanciato da diversi residenti che nei mesi scorsi hanno lamentato frequenti furti negli appartamenti...
«Anche su questo fenomeno le statistiche sono tranquillizzanti. Credo che tali preoccupazioni siano più che altro riconducibili ad una percezione di insicurezza non corrispondente alla reale situazione e che tuttavia non va sottovalutata ma che richiede mirate iniziative in termini di sicurezza partecipata. Ricordo che all’inizio dell’anno abbiamo fatto diversi incontri del comitato per l'ordine e la sicurezza con il sindaco di Potenza e i cittadini interessati sui furti negli appartamenti soprattutto nelle contrade, avviando anche il progetto di “controllo del vicinato”, ma poi è esplosa la pandemia con il lock-down che ha azzerato completamente il fenomeno dei furti».

Sta dicendo che il Covid ha fermato anche i ladri?
«Proprio così. Nel periodo del lockdown chi circola inevitabilmente dà molto nell'occhio... Comunque è un fenomeno che continuiamo a monitorare con attenzione e quando usciremo da questa emergenza ritengo che l'iniziativa del “controllo di vicinato” vada rilanciata».

Uno dei temi “caldi” del territorio è il lavoro. La pandemia ha accentuato le criticità?
«Purtroppo sì, è noto che in Basilicata le opportunità di lavoro sono molto esigue e la pandemia ha aggravato questa situazione determinando molteplici crisi aziendali. Sono innumerevoli i tavoli di mediazione che ho presieduto per vertenze occupazionali. L'ultimo riguarda il trasporto pubblico locale con il Cotrab che non riesce a pagare i dipendenti. Nella maggior parte dei casi, per fortuna, riusciamo a trovare una soluzione in grado di tutelare i lavoratori».

Capitolo migranti, uno dei segmenti su cui è impegnata la Prefettura. In questo contesto c'è da tenere sotto controllo il fenomeno del caporalato...
«È un tema che ci vede impegnati costantemente. Un vero problema per la provincia di Potenza. Abbiamo insistito sulla realizzazione di strutture di accoglienza necessari per contrastare il fenomeno. Per quanto riguarda il nostro territorio di riferimento, l'Alto Bradano, devo dire che i risultati sono stati positivi. Non abbiamo più visto le baraccopoli che sorgevano fino allo scorso anno».

Forse perché il Covid ha svuotato anche le campagne?
«No, la pandemia ha inciso anche in questo settore, ma la raccolta del pomodoro è stata effettuata in un periodo in cui il contagio si era attenuato e i lavoratori erano comunque arrivati. Il fatto che non siano stati realizzati baraccopoli sta a significare che l’attività di prevenzione e le azioni di contrasto hanno funzionato».

E sul fronte dell'accoglienza degli extracomunitari richiedenti asilo?
«Negli ultimi anni C'è stata una drastica diminuzione delle presenze. In questo periodo abbiamo alleggerito il peso su Potenza, dove erano emerse alcune criticità, coinvolgendo nell’accoglienza tutta la provincia. Ritengo che si sia gestita la questione con ottimi risultati, sono state risolte situazioni critiche come quelle dei bengalesi risultati positivi al Covid. In questo caso abbiamo garantito la massima sicurezza in attesa che una parte di loro venisse trasferita all'ospedale del Celio di Roma e la restante parte guarisse. Per il resto non ci sono stati grossi problemi sul versante dell'accoglienza: ho costituito una task-force per i controlli ai Cas, che hanno dato risultati soddisfacenti: prova ne è che gli ospiti positivi al Covid si possono contare sulle dita di una mano».

Lavora a Potenza da quasi due anni. Pensa di essersi perfettamente integrato in questa città?
«Sono molto contento dell’accoglienza che ho avuto e delle pregevolissime relazioni istituzionali e sociali che ho avuto l’occasione di instaurare, nonostante le stringenti limitazioni di movimento dovute al covid: negli ultimi dieci mesi ho lavorato anche più di prima, ma quasi sempre al chiuso, in ufficio e spesso in videoconfrenza. L'impressione è comunque assolutamente positiva: ho avuto modo di conoscere una comunità laboriosa, rispettosa delle istituzioni. Un contesto che mi agevola nel lavoro perché ho sempre trovato risposte proficue e grande collaborazione a livello istituzionale. Ringrazio tutti a partire dal presidente della Regione, Vito Bardi, con cui ho un eccellente rapporto, così come con il sindaco di Potenza, Mario Guarente, il presidente della Provincia, Rocco Guarino e tutti gli altri i sindaci».

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