Martedì 28 Settembre 2021 | 06:29

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Basilicata, pochi infermieri: sono «eroi», ma il sistema sanitario li penalizza

In piena emergenza Covid, più di quanto non sia già accaduto nella prima ondata del contagio, ci ritroviamo a dover fare i conti con la carenza di medici e di infermieri

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Occorre aumentare i posti letto, certo. Il San Carlo ha appena aperto un nuovo reparto Covid, frutto di un’operazione di incastri di spazi, stile Tetris, ricavandone 14. Ma se a quei posti letto non corrispondono figure professionali adeguate tutto diventa inutile. Al paziente, ovviamente, va garantita la logistica, ma soprattutto l’assistenza. In piena emergenza Covid, più di quanto non sia già accaduto nella prima ondata del contagio, ci ritroviamo a dover fare i conti con la carenza di medici e di infermieri. L'azienda sanitaria di Matera ne cerca 350, ma al recente appello hanno risposto soltanto in 4. Il San Carlo, dopo aver «ingaggiato» giovani laureati in Medicina da buttare nella mischia, potrebbe fare altrettanto sul fronte infermieristico con un avviso ad hoc. Il rischio di una risposta flebile è dietro l'angolo. Di qui il sollecito dell'Ordine degli infermieri al commissario Spera di aprire il bando alla partecipazione anche dei laureandi del San Carlo e dei presidi ospedalieri di Lagonegro e Villa d'Agri. La neo presidente dell'Ordine professionale, Sara Robertucci, che è anche coordinatrice dell'emodialisi del San Carlo, ritiene che questi giovani possano essere già considerati risorse aziendali avendo accumulato, grazie a un curriculum di studi che dà gran peso alla formazione in affiancamento sul campo, centinaia di ore di servizio negli ospedali che ospitano i tre corsi di laurea.

Ma da cosa dipende questa carenza di infermieri? Non certo dalle azioni messe in campo adesso, ma da decenni di tagli strutturali alla sanità che hanno posizionato l’Italia in fondo all’Europa per numero di infermieri rispetto agli abitanti. Vi do qualche dato: in uno scenario ideale il rapporto tra infermieri e pazienti è di 1 a 6. In media nel territorio nazionale c’è un infermiere ogni 11 pazienti, mentre in Basilicata il rapporto sale (1 su 14) e ci «consoliamo», si fa per dire, guardando alla Campania dove si arriva a 1 ogni 17. La questione riguarda tutta Italia dove già prima dell’epidemia si stimava una carenza di infermieri stimabile attorno alle 50mila unità. Ora ne servirebbero molti di più. Per convincere quei pochi infermieri disponibili ad accettare l’incarico bisognerebbe offrire qualcosa di più di un’assunzione a tempo con uno stipendio da 1.200 euro. Vivono in trincea, costretti a indossare - laddove ci sono - tute anti-contagio per otto e più ore al giorno, sottoposti a turni massacranti in questa emergenza epocale. E, soprattutto, esposti ogni giorno al rischio Covid.

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