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Melfi, ucciso e fatto pezzi: annullamento bis condanna presunti killer

Il delitto risale al 2007: annullate la condanna a 30 anni per due uomini. L'altro annullamento tre anni fa

omicidio cassotta melfi

La quinta sezione della Corte di Cassazione ha annullato - per la seconda volta - la sentenza con la quale due uomini erano stati condannati a trent'anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Salerno per l’omicidio di Marco Ugo Cassotta, il cui cadavere, fatto a pezzi, fu trovato nel luglio 2007 in contrada «Leonessa», a Melfi (Potenza).

La Corte d’Assise aveva condannato a trent'anni di reclusione Nicola Lovisco, difeso dall’avvocato Giuseppe Colucci, e Angelo Di Muro, difeso dall’avvocato Gerardo Di Ciommo (entrambi erano difesi anche dall’avvocato Valerio Vianello). Lovisco e Di Muro erano accusati di essere i mandanti dell’omicidio, secondo le dichiarazioni dell’esecutore materiale, poi collaboratore di giustizia. I difensori degli imputati hanno sostenuto che le dichiarazioni del collaboratore di giustizia non erano sostenute da prove certe.

Nel 2016, la prima sezione della Corte di Cassazione annullò un’altra sentenza di condanna a trent'anni di reclusione per Lovisco e Di Muro, emessa dal gup di Potenza e confermata dalla Corte d’Assise del capoluogo lucano

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