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L’imprenditore arrestato è ora ai domiciliari. Tra i beni sequestrati anche due fabbricati ad Episcopia

Basilicata, corruzione all’«Enpapi» sequestri milionari al lucano Conte

POTENZA - C’è anche un lucano tra i destinatari dei sequestri della Guardia di finanza per oltre 40 milioni di euro in beni immobili e partecipazioni finanziarie. E’ la seconda puntata dell’inchiesta sulla gestione dell’Enpapi, l’ ente previdenziale degli infermieri che nel febbraio scorso aveva portato all’arresto per corruzione del presidente dell’ente, Mario Schiavon, del direttore generale, Marco Bernardini, dell’imprenditore di origini lucane Giovanni Egidio Conte, ora ai domiciliari, dell’avvocato Piergiorgio Galli e del commercialista Enrico di Florio.

L’indagine della Procura di Roma aveva messo in luce rapporti corruttivi tra i vertici dell’ente, i due professionisti e l’imprenditore Conte, consulente finanziario, originario di Episcopia ed esperto in gestione di fondi esteri. A quest’ultimo il gip di Roma ha imposto complessivamente il sequestro di beni per oltre 6 milioni di euro da individuare tra le sue consistenze in partecipazioni societarie, rapporti finanziari e beni immobili, tra i quali due fabbricati ad Episcopia . Ieri mattina, militari del Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di finanza, insieme ad altri reparti delle Fiamme Gialle, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, per reati di corruzione commessi nell’ambito della gestione dell’Enpapi nel periodo settembre 2010 – febbraio 2019.

Gli investigatori della Guardia di finanza hanno posto sotto sequestro il denaro frutto di una «selvaggia» svendita dei beni del patrimonio dell’Enpapi. Un sistema che avrebbe consentito agli ex vertici dell’Ente di intascare tangenti mascherate da consulenze per un milione di euro, restauri di un appartamento, fatturazioni fittizie e biglietti aerei per assistere a Berlino alla finale di Champion’s League 2015.
L’indagine ha ricostruito una serie di operazioni opache. E’ il caso della delibera consiliare del 13 novembre 2015 , con la quale l’Enpapi «determinava – si legge negli atti – di acquistare fondi di investimento immobiliare e di private equity sino a 180 milioni di euro». Un’operazione che Schiavon avrebbe compiuto con la Tendercapital Ltd con sede a Londra ma direttamente riconducibile a Conte.

AGGIORNAMENTO - In una nota Tendercapital precisa che: «Nel 2015 ENPAPI deliberò la costituzione di un comparto gestito dalla nostra società non per effettuare nuovi investimenti bensì per conferire assets già in loro possesso, acquistati dall'Ente negli anni precedenti e localizzati in diversi Paesi EU ed extra EU, per migliorarne la redditività. Tendercapital ha svolto diligentemente il suo operato in tale direzione come già ampiamente documentato alle autorità di vigilanza, senza, tra l'altro, la necessità di cedere alcun asset conferito. L’acquisto di biglietti aerei è riferibile al sig. Conte e a spese effettuate da lui personalmente e non da Tendercapital, inoltre riguardo la figura del sig. Conte ribadiamo quanto già comunicato in data 22 febbraio 2019.  Precisiamo, quindi, che il sig. Giovanni Conte non è riconducibile alla società, in quanto è stato solo advisor esterno plurimandatario (non esclusivo) da giugno 2016 a luglio 2018 per specifici progetti per i quali usufruiva di un “tool” esclusivamente commerciale. La sua collaborazione con Tendercapital è stata interrotta a luglio 2018».

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