Martedì 23 Aprile 2019 | 20:05

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L'accordo Regione-Cotrab per tamponare il divieto di circolazione in vigore dal primo gennaio

Potenza, si addormentanosul bus: li «sveglia» la Polizia

POTENZA - È stato scongiurato il paventato stop del trasporto pubblico locale lucano in programma oggi per 20 corse scolastiche. Il Cotrab (Consorzio trasporti aziende Basilicata) ha infatti trovato un accordo con la Regione Basilicata per “calmierare” il problema nato con l’obbligo, dal 1° gennaio scorso, di sostituire i bus Euro Zero, come previsto dalla Finanziaria del 2015. Il problema sarebbe infatti letteralmente esploso questa mattina, alla ripresa dell’attività scolastica dopo le festività natalizie, in quanto le aziende del Cotrab hanno ricevuto i fondi (circa 15 milioni di euro) che lo Stato ha distribuito anche alla Regione Basilicata con un certo ritardo: se la prima tranche è stata loro resa disponibile a metà 2018 (i nuovi bus, già ordinati, dovrebbero arrivare non prima di maggio) la seconda solo nell’ultima settimana di dicembre. Per questo, hanno spiegato gli operatori del settore, non c’è stato tempo per garantire la sostituzione di quei mezzi che, a tenore della finanziaria 2015, dal 1° gennaio 2019 non possono più circolare.

Sarebbe nata soprattutto da questi ritardi, quindi, l’annunciata emergenza di questa mattina dovuta all’impossibilità per gli operatori di continuare a utilizzare quei veicoli a motore, immatricolati quasi tutti prima del 31 dicembre del 1992, che rientrano nelle categorie M2 e M3 alimentati a benzina o gasolio Euro 0. I problemi, infatti, si sarebbero potuti verificare su una ventina di tratte, interessate da sospensioni o disagi, in applicazione del comma 232 della legge di Stabilità 2015, che bandisce la circolazione per quei mezzi che, spesso e volentieri, trasportano gli studenti per tutta la regione. La paralisi, dunque, è stata evitata anche grazie al lavoro sia del Cotrab che dell’assessore regionale ai Trasporti, Carmine Miranda Castelgrande, che per domani ha convocato un tavolo in Regione, alla presenza dello stesso Castelgrande, del Cotrab e di tutti gli altri attori interessati. Tornando al problema concretizzatosi con la norma approvata nella finanziaria del 2015, ad essere interessati sono i veicoli destinati al trasporto di persone aventi più di 8 posti a sedere, oltre al sedile del conducente: in gran parte si tratta di pullman e autobus pubblici, appunto. Molti dei quali adibiti a trasporto scolastico. Le aziende del Tpl acquistano i mezzi con i fondi pubblici (Stato+Ue), che arrivano a finanziare il 75% di ogni bus comprato, mentre la restante parte è a carico dell’azienda. Che, però, soprattutto in Basilicata, spesso non naviga in acque tranquille.

Tradotto in soldoni, non ha i fondi per acquistare nuovi mezzi e, mancando la corposa partecipazione dello Stato e dell’Europa, spesso è impossibilitata ad anticipare i soldi necessari. Va considerato che ogni mezzo costa più di 200mila euro e che, al momento, in regione ne servirebbero all’incirca 200. Se la si vede da un punto di vista esterno al settore, però, non si può mancare di osservare che un’azienda dovrebbe pur sempre essere capace di rendersi indipendente dai finanziamenti pubblici, altrimenti, verrebbe da dire, è troppo semplice fare impresa così. Considerazioni logiche, che fa anche una buona parte della politica (anche se in camera caritatis) insieme ai dipendenti. I quali, in previsione dello stop in programma oggi, non avevano mancato di sottolineare che, essendo il problema conosciuto anche alle aziende, tralasciando i problemi derivanti dal mancato introito dello Stato, esse avrebbero dovuto comunque provvedere per tempo. Anche perché, se le maestranze scioperano (come è capitato di recente), vengono denunciate per interruzione di pubblico servizio, mentre in questo caso ci si sarebbe trincerati dietro le mancanze della politica. Il problema, in ogni caso, non è stato risolto: le corse saranno assicurate solo grazie a mezzi sostitutivi, alcuni dei quali provenienti dal Cotrap, il consorzio del trasporto pubblico pugliese. Fino a quando? Con quali fondi? Le vere vittime di questi ritardi, cioè studenti e pendolari che ogni giorno si muovono con i mezzi pubblici, riusciranno a viaggiare senza disagi?

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