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Psoriasi, un corto per superare vergogna, depressione, isolamento e liberare le proprie emozioni

Psoriasi, un corto per superare vergogna, depressione, isolamento e liberare le proprie emozioni

La psoriasi, per oltre 125 milioni di persone nel mondo, è una patologia “visibile”, complessa da gestire ed è fortemente caratterizzata da un impatto a livello psicologico e fisico superiore ad altre malattie croniche. Le persone con psoriasi devono spesso fare i conti con vergogna, depressione e isolamento. Per molti, scoraggiati dalle recidive periodiche che fanno ricominciare tutto daccapo e da terapie spesso insoddisfacenti, la convinzione è che questa malattia ponga un limite alla propria vita.

Da queste considerazioni nasce il corto “DA CAPO”, presentato nel corso della conferenza in live streaming “Psoriasi, un corto per liberare le proprie emozioni” organizzata da AbbVie per la campagna internazionale “Let Me Be Clear”. È possibile vedere il corto sul sito webwww.vicinidipelle.it e su tutti i social.

“DA CAPO” propone un approccio narrativo originale. Il corto, firmato dal regista Paolo Santamaria, non vuole parlare direttamente della malattia ma è concepito come una metafora creativa che intende trasmettere sensazioni ed emozioni simili a quelle legate alla psoriasi. E per farlo utilizza il linguaggio universale della musica, narrando la fatica e l’impegno necessari a Giulia - musicista al suo debutto con la Sonata per pianoforte n.14 “Al chiaro di luna” di Ludwig Van Beethoven -per affermare la propria voce “unica e originale”. Un percorso che passa dal disagio che comporta il pensare di essere valutati dal Maestro solo “in superficie”, dal faticoso impatto psico-emotivo, dalla necessità di far emergere la propria voce quale autentico specchio dell’essere: “Io vedo la tua pelle ma sotto la tua pelle palpita qualcosa di straordinario: la tua voce.” dice il Maestro a Giulia in uno dei punti più toccanti del corto. Ed è proprio nel dialogo, all’inizio timido e impacciato,fatto spesso di sguardi e parole che faticano a emergere ma via via sempre più sicuro e consapevole, che sta la chiave del corto.

“L’importanza di vincere le proprie paure e sentirsi liberi di esprimersi senza limitazioni è il messaggio che emerge con forza dal cortometraggio – dichiara Valeria Corazza, presidente dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza APIAFCO - Analogamente, le persone con psoriasi possono svolgere un ruolo centrale nella gestione della propria malattia. Soprattutto attraverso un dialogo franco e diretto con il proprio dermatologo che, trasformandosi in un vero engagement, li aiuterà a superare gli ostacoli grazie ai nuovi progressi della ricerca scientifica e potrà indirizzarli nel percorso verso una vita libera dal peso quotidiano della malattia. Siamo contenti di aver contribuito all’ideazione di questa opera trasferendo al regista la voce delle persone con psoriasi.”

Il dott. Francesco Cusano, presidente dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani spiega: “Oggi il dermatologo ha a disposizione nuove opzioni terapeutiche, come gli anticorpi monoclonali, che possono aiutare a raggiungere e mantenere una remissione delle placche psoriasiche e una pelle quasi o completamente pulita in un’elevata percentuale di pazienti già dopo le prime somministrazioni.” Aggiunge il dott. Andrea Chiricozzi della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse: “I progressi della medicina odierna hanno portato allo sviluppo di farmaci che permettono una risoluzione completa o quasi completa di segni e sintomi della psoriasi in una elevata percentuale di pazienti, con risultati che si mantengono nel tempo e con un profilo di sicurezza molto elevato. Questi dati sottolineano il miglioramento significativo della qualità di cura che è possibile ottenere nelle persone con psoriasi a placche moderata-severa.”

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