Il termine deriva dal latino pendiculare ("pendere", "oscillare": il capo pendulo per il sonno) esprime un concetto medico, filosofico ed esistenziale da non confondere con “siesta o sonnellino”, è rituale tipico della cultura meridionale, da esportare. Per la Scuola Salernitana (IX sec.) “dopo pranzo, o fermati e sonnecchia o, a passo lento, cammina” La cultura anglosassone l’ha chiamata “power nap” e la ricerca scientifica ne dimostra l’utilità “vivificante" purché non superi i 15-45 minuti ché, altrimenti, ne deriverebbe stordimento, confermando il nostro “controra” (inteso come l'ora sesta, il mezzogiorno romano), e definisce un'ora contraria all'agire, destinata al riposo, un momento di "divina inoperosità", in cui tutto sembra immobile, silenzioso, salutare per il cervello. Lo studio condotto dai ricercatori delICentro del Sonno, Dipart. Psichiatria e Psicoterapia Osp. Univers. di Friburgo e Univ. Ginevra, pubblicato il 22 gennaio 2026 sulla rivista “Neuroimage”, hanno evidenziato i benefici significativi del "power nap"su funzioni cognitive, capacità di apprendimento e sulla plasticità cerebrale, liberando spazio per nuove memorie e maggior apprendimento ("Reset" Sinaptico).
“Un breve sonno – 20-45 minuti - può riapprovvigionare il cervello di nuove informazioni, concentrazione e rapidità, meno stanchezza, migliori prestazioni, specie le mentali e/o fisiche elevate… ottimizzare salute mentale e prestazioni lavorative ” (prof. C. Nissen, centro del sonno di Friburgo, responsabile dello studio, oggi, ordinario Dipart. Psichiatria dell'UNIGE e prof. K. Spiegelhalder,di Friburgo).”Nuove impressioni, pensieri e informazioni vengono elaborati, rafforzando le connessioni tra le cellule nervose (sinapsi), base neurale per i processi di apprendimento. Poiché la capacità di apprendere diminuisce nelle ore di concentrazione di lavoro, il pisolino aiuta a regolare nuovamente l’attività eccessiva del mattino, senza perdere informazioni importanti, liberando spazio per i nuovi ricordi" (Prof. Nissen). "Un breve pisolino può aiutare a pensare più lucidamente e a continuare a lavorare con concentrazione. Lo studio è la spiegazione biologica all’esperienza che le persone siano spesso più performanti dopo una penica” ( Prof. Spiegelhalder).
“Abituali e regolari sonnellini diurni forniscono protezione contro la neurodegenerazione (Alzheimer, demenza, ecc) compensando la carenza di sonno notturno” (prof. Plazzi, Istituto Scienze Neurologichedi Bologna). I prof. Kumar, S., C Patel, con il lavoro "Inerzia del sonno e durata del pisolino…" su International Journal of Sleep Studies, 27(1), 58-74, confermano sfruttando anche tecniche di apprendimento automatico. I lavori premiano chi abitualmente fa siesta breve: evita il sopraggiungere di Alzheimer, ritarda di 2-6,5 anni l'invecchiamento cerebrale, aumenta gli anni di vita felice e sana. Il mondo del lavoro (i Sindacati lo hanno già evidenziato) dovrebbe tener conto di questi lavori scientifici e, in uno con considerare le temperature in atto, favorire pause e facilitazioni per i prestatori d’opera.















