Nel mondo, ogni anno, si registrano circa 20 milioni di nuovi casi (se ne prevede l’aumento di 18-30 milioni entro il 2040) e circa 9,7 milioni di malati ne muoiono. In Italia, i casi/anno sono circa 390.000; quasi il 50% guarisce o supera la fase critica della malattia. In 10 anni, la mortalità è diminuita del 9%. I nuovi casi di tumori del sangue (leucemie, linfomi e mielomi) sono, nel mondo, circa 1 milione l'anno e, in Italia, 30.000/35.000 e oltre 500.000 persone convivono con questi tumori. Nonostante l'alto numero di casi, i progressi terapeutici stanno riducendo significativamente la mortalità, rendendo queste malattie sempre più curabili o gestibili come croniche. “Combatterle e, soprattutto, acquisire consapevolezza del rischio determinato da fattori individuale, sociali e ambientali rappresenta – scrive il dr Giuseppe Toro, presidente dell’AIL (Ass. It. contro leucemie, linfomi e mieloma) - un elemento cardine per poter intervenire direttamente sulle cause dell’insorgenza di determinate patologie contrastandone lo sviluppo. L’obiettivo è anticiparne l’insorgenza e supportare che migliori le condizioni di vita e di benessere”. Il volume “Impatto sull’ambiente e degli stili di vita nel rischio onco- ematologico” (pag. 292 Franco Angeli ed.) elenca i fattori di rischio che posiamo eliminare:
1) TABAGISMO è la principale causa di morbilità e mortalità prevenibile che, cioè, può essere modificata, controllata o gestita per ridurre la probabilità di sviluppare la malattia. Il fumo rappresenta oltre il 15% dei casi prevenibili. “Si sta registrando aumento specie nella fascia giovanile, anche a causa della diffusione delle sigarette elettroniche le quali rilasciano sostanze dannose e pericolose per la salute”.
2) ALCOL: L’eccessivo consumo (quello fuori pasto dal 14,2% è salito al 22,4% specie nei giovani) è responsabile, in Europa, del 4% di tutti i decessi. Bere e fumare insieme quadruplica il rischio (Nature Medicine 2026).
3) ALIMENTAZIONE: bilanci energetici eccessivi con consumo di troppe proteine ed alimenti molto processati (ricchi di grassi saturi, zuccheri, sodio, conservanti ed additivi, i cosiddetti “cibi spazzatura”) aumentano i rischi di malattie cardiovascolari, obesità e, di conseguenza, accrescere quelli di leucemie, riducendo la prospettive di vita.
4) SEDENTARIETÀ; L’esercizio fisico abituale è elemento cardine per una vita attiva e in salute contribuendo anche al benessere psico-fisico ed a prevenzione di neoplasie. La sedentarietà contribuisce al sovrappeso ed all’insorgenza di cardiovasculopatie e tumori ematologici.
5) DETERMINANTI SOCIALI: rischi maggiori tra le persone più svantaggiate. Le crisi economiche eolevano i rischi di neoplasie.
6) AMBIENTE: Le attività antropiche (più nelle città), con habitat più inquinati, gas nocivi, particolato atmosferico pm25, pm10 e biossido di azoto aumentano i rischi di leucemie ed altre ematopatie.
“A fronte di questi dati in drammatica crescita, l’AIL – pur continuando a rafforzare e migliorare il supporto nella cura dei pazienti, come fa da oltre 55 anni, sente la necessità di riposizionarsi rispetto alla società civile che continua a dimostrare fiducia per il lavoro svolto insieme ai 16.000 volontari AIL, contribuendo a illuminare anche quei fattori più complessi per svelarne e anticiparne le cause”. Il Nobel Giorgio Parisi ha isuggerito: “Bisogna investire sulla sanità, sull’epidemiologia, in ricerca sul campo, nei laboratori… un vasto programma affrontato al convegno AIL “ Curare e prendersi cura”.

















