Sabato 21 Febbraio 2026 | 19:52

Screening e mortalità per i tumori: va meglio ma si deve fare di più

 
Nicola Simonetti

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Tumori: inviti screening Asl Bari arrivano su smartphone

Nel 2025, il numero di screening del colon-retto è raddoppiato e quello mammografico è salito fino al 50% (fu 30% nel 2020).

Sabato 21 Febbraio 2026, 17:10

Miglioramenti negli screening oncologici e un calo dei tassi di mortalità in Italia. Nel 2025, il numero di screening del colon- retto è raddoppiato e quello mammografico è salito fino al 50% (fu 30% nel 2020). Nel 2024 in Italia, la mortalità per tumori mostra tendenza al calo, con circa 98.700 decessi stimati negli uomini (-9% rispetto al 2019) e 82.000 nelle donne (- 4% rispetto al 2019). Nonostante 390.100 nuove diagnosi stabili, i progressi terapeutici hanno portato a 3,7 milioni di persone che vivono dopo la diagnosi, di cui la metà destinata a guarire. Dal 1988 al 2024, sono stati evitati circa 1.248.100 decessi per cancro. Per la prima volta la Commissione Europea ha registrato un calo assoluto. La diminuzione dei decessi è ancora più evidente nelle neoplasie del polmone (-24%) e del colon-retto (-13%).

Sono dati migliori della media europea e si traducono in una sopravvivenza a 5 anni più alta nei carcinomi più frequenti (dati Aiom). Progressi, questi, che stanno trasformando profondamente il mondo dell’oncologia: aumentano i pazienti lungo- sopravviventi, si moltiplicano le terapie sequenziali e cresce la complessità dei percorsi di cura, rendendo la governance e l’accesso equo all’innovazione temi centrali. Si sottolinea il miglioramento degli esiti clinici grazie alla diffusione degli screening e delle terapie mirate. Questi sviluppi stanno contribuendo a rendere il tumore una malattia più gestibile nel lungo periodo, con tassi di sopravvivenza più elevati e minore mortalità.

L’analisi ribadisce l’importanza di modelli di cura integrati che garantiscono continuità e coordinamento tra specialisti. La partecipazione agli screening – rilevata da IQVIA,   multinazionale dell'elaborazione di dati, tecnologie e servizi di ricerca clinica per il settore farmaceutico e sanitario (scienze della vita - è aumentata in modo significativo, con una crescita rilevante nei programmi per colon-retto e mammella, che ha un impatto diretto sulla diagnosi precoce. Tuttavia, i risultati variano tra le regioni, con esiti migliori dove i programmi di screening sono strutturati e con alta adesione.

I tassi di sopravvivenza a 5 anni sono migliorati e hanno raggiunto o superato la media europea, come nel tumore della mammella (86%) e nel colon-retto (64,2%, rispetto al 59,8% UE). I trattamenti innovativi che agiscono bloccano proteine coinvolte nella divisione cellulare e l’immunoterapia, ridefiniscono i percorsi di cura, trasformando alcuni tumori in malattia cronica. Nel tumore del polmone, le terapie target e l’immunoterapia hanno migliorato significativamente la prognosi, mentre le terapie cellulari offrono nuove possibilità per i linfomi non-Hodgkin. L’evoluzione dei test dei biomarcatori evidenzia la necessità di garantire un accesso equo e una maggiore integrazione tra diagnostica e decisioni cliniche. Nonostante l’aumento dei test, la medicina di precisione richiede soluzioni organizzative che assicurino appropriatezza e qualità.

Nel complesso, l’analisi IQVIA delinea “un panorama oncologico in miglioramento, con riduzione della mortalità e aumento della sopravvivenza. La sfida principale resta garantire una governance efficace dell’innovazione, integrando prevenzione, diagnosi precoce, medicina di precisione e organizzazione dei servizi, così da trasformare i progressi clinici in benefici concreti e accessibili per tutti i pazienti. Alla luce di questi risultati, il futuro dell’oncologia in Italia appare promettente: i progressi negli screening e nei trattamenti aprono la strada a esiti clinici migliori. Per cogliere appieno questi benefici, è fondamentale colmare le disuguaglianze nell’accesso (cosa più accentuata al Sud) e garantire che le innovazioni in ambito oncologico siano disponibili per tutta la popolazione. Così sarà possibile trasformare gli avanzamenti clinici in miglioramenti tangibili nella vita dei pazienti oncologici.

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