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In Puglia e Basilicata

l'emergenza

Puglia, tamponi agli operatori sanitari: positivi solo 0,5% su 2967

Coronavirus Basilicata: 6 nuovi positivi nelle ultime 24 ore, ma aumentano i tamponi esaminati

foto Tony Vece

Prof. Vimercati: «Bene l'uso dei Dpi». Per gli ultimi studi il Covid sembra aggravare il diabete

16 Novembre 2020

Nicola Simonetti

«La Puglia è la Regione a più bassa prevalenza di positività al tampone molecolare per SARS-CoV2 in operatori sanitari (0.5% positivi su 2967 tamponi eseguiti) e con il più elevato numero di test molecolari effettuati (n.2967). Lo ritengo – dice il prof. Luigi Vimercati, direttore cattedra di Medicina del Lavoro dell’università di Bari - un successo di questa Università, della Scuola di Medicina, dell’Aouc Policlinico di Bari e quindi della Regione».

Lo dimostra uno studio multicentrico («Determinants of SARS-CoV-2 infection in Italian healthcare workers») fatto da Vimercati con i colleghi di altri centri universitari di Medicina del Lavoro, in pubblicazione su rivista internazionale «Nature Scientific Reports», (https://www.nature.com/srep/) disponibile in archivio online gratuito «medRxiv».

«Tale risultato dimostra come l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, la formazione ed informazione del personale sul loro utilizzo e sulle procedure di vestizione e svestizione, la creazione da subito di ben delineati percorsi “puliti” e “sporchi”, unitamente all’osservanza di rigidi protocolli di sicurezza elaborati ed adottati, abbiano giocato un ruolo chiave nel contenere l’epidemia». Prudenza ed osservanza fedele premiano.

VIRUS E DIABETE - Il virus SARS CoV-2 del Covid-19 sembra promuovere e aggravare il diabete. Esso, infatti, attacca direttamente le cellule beta pancreatiche che producono insulina ed i loro recettori ACE2, porta d’ingresso del virus. Per questo, non si riesce a controllare più la glicemia in questi malati. Inoltre, la clorochina, usata per la terapia del Covid ha causato gravi crisi ipoglicemiche sia nei diabetici che negli altri. L’uso di cortisone, poi, fa il resto rivoluzionando la glicemia. Attuale, quindi, la raccomandazione di riconoscere per tempo i segnali dell’ipoglicemia (rapido e improvviso abbassamento dei livelli di zucchero nel sangue al di sotto di 70 mg/dL don tremori, sudorazione, formicolii alla lingua, sensazione di forte stanchezza e di mancamento fino a perdita della coscienza, coma e, a volte, morte).

Il consiglio è: somministrare zucchero in polvere o zollette, miele o succo di frutta (secondo la «regola del 15», 15g/mL di zucchero o miele, con misurazione di glicemia ogni 15 minuti) nelle forme lievi e glucagone (nuova formulazione: spray, per via inalatoria) nelle forme severe.
Lanciata la campagna: www.ipoglicemianonfartisorprendere.it promossa da Diabete Italia Onlus, Portale Diabete con patrocinio di società scientifiche diabetologia e endocronologia AMD, SID SIEDP e supporto Lilly. Invitati famigliari e care-giver a informarsi su come agire quando l’ipoglicemia si presenta, al via #LightDownChallenge una sfida basata sull’idea di «spegnere qualcosa», per riprodurre l’esperienza dell’ipoglicemia, simile a un’improvvisa interruzione dei collegamenti.

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