Si dice medicina rigenerativa il processo di rimpiazzamento e rigenerazione di cellule, tessuti ed organi umani per ripristinare le normali funzioni e guarire tessuti od organi. Essa mira a riparare, sostituire o rigenerare tessuti e/o organi danneggiati da traumi, malattie o invecchiamento, finora irreparabili: un “rimpiazzo” di tessuti usurati e, in prospettiva, cellule staminali (ematopoietiche, staminali, mesenchimali, linfociti, ecc) di paziente o donatore per risolvere anche il problema della mancanza di organi disponibili per il trapianto, fino a giungere a ingegneria tissutale. E tecniche ed applicazioni di questa nuova branca innovativa hanno solo il limite della fantasia.
“Nell'ambito ortopedico, generazione di cartilagine, tessuto osseo e tendini (“orto biologia”) in cui ci si avvale – ha detto il dott. Dario Rodio, già direttore di ortopedia Ospedale di Putignano e specialista anche in chirurgia protesica, nella conferenza all’ ”università della Terza Età” di Noci (pres. prof. Cesareo Putignano) dell’uso di cellule mesenchimali cioè staminali totipotenti che si prelevano (in anestesia locale ed assoluta sicurezza, grazie anche all’apporto dell’anestesista dedicato) da sangue periferico, midollo osseo e, in particolare, tessuto adiposo e che si traferiscono in ginocchio, anca, spalla, gomito, caviglia, polso, tessuti muscolari e tendinei avendo capacità di differenziarsi in diversi tipi di tessuti, incluso osso, cartilagine e muscolo. Il risultato è: rigenerazione di tessuti danneggiati e recupero di funzione articolare.
Indicazione privilegiata per persone di 55-60 anni con artrosi precoce (troppo giovani per fruire di protesi che hanno tempi di uso e scadenze) e di 80-85 anni che non sopporterebbero (valutazione congiunta con anestesista) l’intervento chirurgico. La procedura si avvale dell’indispensabile e qualificato ausilio dell’anestesista il quale – ha detto il dott. Angelo Intini, spec. anestesia, rianimazione, terapia antalgica e direttore anestesia Ospedale di Putignano – studia preventivamente il candidato all’intervento, ne registra e monitora i parametri, sceglie il tipo di anestesia (generale, loco regionale, ecc.) e segue il decorso post-operatrio e riabilitativo. L’elevata preparazione e capacità professionali, tecniche e metodiche studiaste per il singolo paziente raggiungono miglioramenti/guarigioni prima impensabili con il 90% di risultati ottimi, buoni, soddisfacenti.

















