I coriandoli, a volte fabbricati usando materiali plastici non biodegradabili (ad esempio, PVC - cloruro di polivinile, diossina, particolarmente tossici) oppure di carta contenente pericolose sostanze chimiche e/o eccessivo colore, diventano parte attiva di inquinamento da microplastiche non degradabili.
E gioia e festa si mutano in “veleno” permanente che – invisibile - agisce a lungo termine, persino per un migliaio di anni - (facilmente sfugge agli usuali interventi di pulizia urbana), danneggiando polmoni e non solo. Pezzi di plastica e carta multicolore che, restano sulle strade urbane, ma che possono anche essere beccati da uccelli o finire – micronizzate, cioè ridotte a dimensioni submillimetriche - nel mare o laghi a disposizione dei pesci che aprono una catena che inquina l’interno corporeo di chi li consuma ma anche acque dei rubinetti o delle bottiglie. Danni anche all’equilibrio del microbiota intestinale entrando tra le ipotesi più acclarate di neoplasie (sono in aumento ed a comparsa precoce specie negli under 50 anni).
Giunte nell’organismo umano od animale, quei microscopici agenti, vi innescano infiammazioni di organi e sistemi (sangue, cuore, cervello (dove esse, per es., raggiungono lo 0,48% in peso come rilevato dal prof. Matthew Campen, l’equivalente di un cucchiaino di plastica colmo), fegato, intestino, persino sperma ed ovuli, ecc.) e creano, a lungo andare, malattie inspiegabili. Gli sono attribuiti ictus, infarti, nefro- ed epato-patie, sterilità, nascite premature, inquinamento del latte materno, malformazioni congenite, neoplasie, antibiotico resistenze, ecc. Ricerche recenti hanno segnalato alterazioni ormonali agenti negativamente sulla funzione ovarica e relativi follicoli (concentrazione media di 2191 particelle per millilitro, di “grandezza” al di sotto di 10 micron, cioè millesimi di millimetro - diametro medio di 4.48 micron - in 14 su 18 fluidi follicolari), fertilità, anticipazione della menopausa e sequele derivanti (Luigi Mantovano e coll. Ecotoxicology and Environmental Safety (https://doi.org/10.1016/j.ecoenv.2025.11786 8).
Inoltre, le microplastiche favoriscono l’accumulo anche di metalli pesanti, ftalati, bisfenoli, diossine, policlorobifenili e di virus, batteri e protozoi. Una spolverata di pulviscolo che si infiltra facilmente attraverso occhi, naso, mani, aria, acqua, alimenti, pelle, cosmetici e disinfettanti, favorita dalla propria microscopica dimensione, entrano e si installano, e fanno male, nel nostro corpo. Ovunque!















