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Il 13 febbraio si è celebrata la «Giornata mondiale della radio». Inevitabile il richiamo all’epopea delle prime radio private. In molti centri della provincia di Bari rappresentarono una voce indipendente, forse l’unica voce libera, almeno per i giovani dell’epoca, «figli» della contestazione e desiderosi di farsi largo con le loro idee e i loro sogni.
Un caso emblematico è quello di Adelfia, la cittadina dell’hinterland famosa per l’uva da tavola. A ricordarci i tempi pionieristici delle emittenti radiofoniche private è Antonio Torres, cultore della storia e delle tradizioni locali. L’occasione per riandare indietro con la memoria viene dal fatto che Adelfia sta per varare un nuovo progetto, «Radio Centro Anziani», nato dalla collaborazione di Palazzo di città con il Centro comunale anziani.

Ma da queste parti la consuetudine radiofonica viene da lontano. Cominciamo dal 27 luglio 1976, giorno storico in cui furono liberalizzate le frequenze per le stazioni radiofoniche in ambito locale. Radio Milano International fu la prima in Italia a usufruirne. A Bari capoluogo, in pole position partirono Radio Bari Uno e Radio Canale 100. In Provincia, Adelfia visse una stagione meravigliosa. Sino ad allora le radio erano ascoltate per i programmi in onde medie della Rai. Nessuno sapeva che la radio aveva un’altra frequenza, che era in modulazione di frequenza, molto più fedele, ovvero la famosa Fm che andava, e che ancora va dagli 88 ai 108 megahertz.

Ad Adelfia fu innalzato il primo traliccio trasmittente in via Baldassarre Turi, che emetteva il segnale di Radio Adelfia 1. Una radio con strumentazione curata artigianalmente da giovani elettrotecnici. Impianto valvolare che disturbava le frequenze tv. Gli sponsor citati erano appuntati su carta. Addirittura un’azienda forniva le cozze, non potendo versare denaro. Ne fecero parte: Nicola Berardini, Ignazio Costantini, Angelo Tassielli, Nuccio Laricchia (primo speaker in assoluto), Rocco Cofano (costruì il trasmettitore di segnale utilizzando un barattolo per i pomodori pelati), Pietro Ferri, Raffaele Ferri, Vito Lacasella, Sergio Paolicchio, Gianfranco Mastrogiacomo, Mimmo Favale, Mimmo Mallardi, Francesco Mastrogiacomo «u’ Russ», Vito Santorsola, Raffaele Costantini «Beckembauer», Maria Laricchia, Pino Bruno, Nardino Angiuli, Dino Nocella, Ezio Nocella, Pino Colamonico, Paolo Macchia, Beatrice Romanelli, Stella Tassielli, Pasqua Bruno.
Di lì a poco, il giovanissimo radiotecnico Filippo Giordano mise a disposizione la sua notevole professionalità e costruì pezzo per pezzo due trasmettitori. Il primo, un impianto semi conduttore a transistor e diodo Varicap (lo montò in una scatola) per Radio Marconi: una esperienza che durò 7-8 mesi. La sede era in via Alfieri e coinvolse Mario Suda, Dino Panzarini, Filippo Giordano, Costantino Ungari, Nicola Beradini. Primo sponsor fu Pizzeria il Boscaiolo. Anche l’antenna alta 15 metri «Gran Plein» da 10 watt fu costruita artigianalmente. Trasmetteva musica e dediche. Il secondo trasmettitore fu realizzato per Adelfia Libera. Una esperienza che durò 18 mesi, durante i quali Natale Ungari, Pino Caputo, Luigi Mumolo, Camillo Macchia, Mimmo Iacobellis e Nuccio Pirolo si dedicarono a musica e commenti su vicissitudini locali. La sede era in via Giardino.

A novembre del 1976, in via Verdi 10, nella vecchia sede di un frantoio, iniziarono i lavori di ristrutturazione che portarono all’apertura della prima associazione ricreativo/culturale del paese. Studenti in Architettura stilarono il progetto e i giovani collaboratori si trasformarono in falegnami, pittori, muratori ed elettricisti. Dopo una lunga discussione, fu scelto il nome «Big Bang Club» che voleva rappresentare una esplosione per la comunità adelfiese nel campo culturale e ricreativo. Fu inaugurato nel giorno di Pasqua 1977 e nei primi due giorni i promotori incassarono 200mila lire. Ne fecero parte Nuccio Laricchia, Peppino Loiacono, Lelio Ferrante, Mimmo Turi, Francesco Mastrogiacomo, Gigi Ragone, Vincenzo Desimone e, in seconda fase, Pinuccio Schettino, Marino Macchia, Gianni Gargano, Ermanno Macchia, Nicola Lacasella, Peppino Scattaglia, Sergio Paolicchio, Franco Lacasella, Mimmo Favale, Gino Scattaglia, Raffaele Costantini, Pino Ungari, Maria Pia Gargano, Tonino Macchia, Maria Laricchia, Michele Barberio, Luisa Ruta, Tina Pacellieri, Pino Caputo, Giovanni Spinelli, Giuseppe Sisto, Giuseppe Gargano e Gaetano Porcelli. Alle 22, tante mamme si presentavano dietro la porta per riportare a casa le proprie figlie. Gianna Nannini si presentò per lanciare la sua prima audizione in Puglia, con il brano «America», ma nessuno le diede retta.
Queste iniziative giovanili si incontrarono per sostenersi a vicenda. Tante attività furono concretizzate: cineforum e dibattiti, ai quali partecipavano con assiduità oltre 300 persone a seduta.
A settembre del 1977 le organizzazioni si unificarono per dare maggiore forza e consistenza alle proprie idee. Da questa unione di intenti nacque la Radio Studio a Canale 90 con una potenza di trasmissione notevolmente aumentata rispetto a Radio Adelfia 1.

Tra i programmi che andarono in onda, «Noi donne», «Sacro e profano» «Strana sfera novanta», ogni venerdì e sabato notte, per rintuzzare la rivale Radio Centro Mediterraneo. Si parlava anche di diritti del lavoratore. La domenica mattina si parlava di politica.
Nel 1978 il Big Bang Club raggiunse l’apice della popolarità in provincia di Bari. Da sala da ballo ad auditorium, da sala teatrale a discoteca. Un locale polifunzionale. Mino Barbarese, Nico Salatino, Vito Signorile, Ciccio Busacca e tanti altri si sono esibiti lì. Per un guasto tecnico, il segnale radio arrivò a Monte Sant’Angelo (Foggia) e un’ascoltatrice del luogo ebbe modo di conoscere e, in seguito, addirittura sposarsi con lo speaker adelfiese Carmine Colucci.
Nel 1980 la sede della emittente si spostò in corso Vittorio Veneto. Tra i programmi, «Il canto del gallo», «L’altra faccia», un format sportivo con Tommy Paciulli, Luigi De Tommaso e Pino Sisto, e ancora «Incontri musicali del terzo tipo». A novembre del 1981 il «Big Bang» chiuse. A marzo del 1983, Studio A Canale 90 spense il segnale.

Fu a luglio del 1977 che in via Vittorio Emanuele nacque Radio Centro Mediterraneo. Trasmettitore 20 watt. I fondatori: Lelio Ferrante, Vito Ferrante, Franco Paciulli, Trifonuccio Pirolo, Vito Carlucci, Nino Ragone e Vincenzo De Chirico: versarono 100 lire ciascuno e andarono ad acquistare la strumentazione da Discorama a Bari. Si affiancarono a loro Lillino Liuzzi, Enzo Santorsola (soprannome «sicc e sacc cia va iess»), Mimmo Favale, Pinuccio Di Nanna, Leopoldo Attolico, Sandro De Pasquale, Rocco Schichitano, Nicola De Mola, Nino Gargano, Agostino Ragone regista, Vincenzo Costantini, Vincenzo Zaltini, Vito Catella, Nino De Chirico, Pino Bruno, Gepy Taranto, Lelè Lacasella, Rita Ferri, Eufemia Lorusso, Franco Gentile, Pino Cofano, Rocco Bruno, Pietro Ferri, Raffaele Ferri, Gino «Elvis» Bruno arrivato dall’America, Giorgio Nicassio, Pasquina Bruno, Beatrice Romanelli. Nel 1980 si trasferì in largo Castello. Nel 1986 nuovo trasferimento, questa volta in via Ambasciatore Attolico. Durante l’estate del 2010 i proprietari vendettero la frequenza FM 91,700 Mhz a Network 88.
Il 29 dicembre 1979 nacque Radio Sound International nell’abitazione del dottor Addante. Indimenticabili, un collegamento dal teatro Petruzzelli di Bari, per «Azzurro ‘83» e una intervista con Pippo Baudo.
Dal 1986 al 1997, Pino Ungari, detto «Bimbo Mix», scomparso prematuramente, curò la sua emittente «Studio 92 Network».

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