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«Danza con me», nello show di Roberto Bolle anche due ballerini pugliesi

Sono la barese Giovanna Pagone e il salentino Luigi Campa. L'intervista

«Danza con me», nello show di Roberto Bolle anche due ballerini pugliesi

Sono due i ballerini pugliesi selezionati per far parte del corpo di ballo della trasmissione di Roberto Bolle 'Danza con me': Giovanna Pagone, giovane ballerina barese, e il leccese Luigi Campa. La trasmissione andrà in onda per il terzo anno consecutivo su Rai 1 il primo gennaio prossimo. Il corpo di ballo è composto da ballerini selezionati su circa 300 giovani che si sono presentati alle audizioni.
Giovanna Pagone, che ha 24 anni, dopo i primi studi a Bari, si è perfezionata alla scuola del balletto di Toscana. Luigi Campa, di Bagnolo del Salento, è un danzatore di formazione scaligera impegnato anche in produzioni internazionali.

L'INTERVISTA A GIOVANNA PAGONE (Livio Costarella) - «Per me è come se fosse una laurea, il raggiungimento di un obiettivo da tanto sognato». A dirlo è Giovanna Pagone, danzatrice barese, classe 1995, tra i migliori talenti pugliesi formatisi sin da piccoli nella propria terra per poi perfezionarsi in realtà prestigiose, come la Scuola del Balletto di Toscana. La corona d’alloro di cui parla Giovanna è adesso la possibilità di danzare accanto a Roberto Bolle: è stata infatti scelta nel corpo di ballo di Danza con me, l’attesissimo show, alla terza edizione, in onda il 1° gennaio 2020 su Rai1, in prima serata. Pagone è l’unica pugliese selezionata, insieme al leccese Luigi Campa, danzatore di formazione scaligera ed impegnato anche in produzioni internazionali. Entrambi sono stati selezionati su circa 300 giovani danzatori presentatisi alle audizioni, lo scorso ottobre a Milano. «Per me - spiega Giovanna - era stato già un bel traguardo essere ammessa alle selezioni sulla base del curriculum. In giuria c’era Massimiliano Volpini, coreografo di grande valore. L’audizione è consistita nell’apprendere subito una sua coreografia: si valutavano tanti fattori, come il saper “tenere” le giuste distanze, ma anche l’amalgama nel gruppo, senza fare il solista. Vincendo ansia e tensione. Poter ballare accanto a Bolle è un privilegio: è una di quelle figure che sembrano irraggiungibili, ma da lui si può imparare la tecnica e migliorare dal punto di vista umano. È un artista di grande carisma, umile e rispettoso».

E se in Danza con me assisteremo a una serie di riflessioni «danzate» sul mondo contemporaneo, come ha spiegato lo stesso Bolle, per Pagone si chiude un 2019 ricco di esperienze straordinarie. Culminate lo scorso novembre, al Teatro Forma di Bari, nel successo di Più di una regina, spettacolo diretto e interpretato da Gian Crò (autore dell’adattamento teatrale dall’omonimo libro di Onofrio Pagone): nelle due repliche messe in scena l’ideazione coreografica e la performance di Giovanna Pagone hanno colpito per intensità, virtuosismo e grazia, in un lavoro che ha fuso in un’unica «voce» prosa, danza e musica. «Nel 2020 - conclude la danzatrice barese - ballerò ancora nel cast della Divina Commedia Opera Musical, con la regia di Andrea Ortis, in un lungo tour in tutta Italia che ripartirà da gennaio, dopo il trionfo della scorsa stagione. Altre due esperienze bellissime di quest’anno - che spero potranno essere replicate - sono state la prima produzione di danza del Festival della Valle d’Itria a cui ho preso parte, con una coreografia di Nicola Simonetti, e il progetto Corpus/Corpi, portato a Ceglie Messapica in agosto da Francesco Moro: in quest’ultima ero insieme a dieci danzatori giovanissimi, tutti pugliesi, molti dei quali lavorano all’estero. Un bell’esempio di abnegazione per portare la danza di grande qualità nella nostra terra, sacrificando ferie e vacanze. Si fa tutto questo per amore di una disciplina che richiede notevoli sforzi e fatiche, da premiare - si spera sempre - con le giuste gratificazioni».

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