Martedì 22 Gennaio 2019 | 05:09

LETTERE ALLA GAZZETTA

Con i soldi Ue non si va tanto per il sottile

Velostazione Fal di corso Italia a Bari: forse non è oro tutto quello che luccica ma rischiamo di pagarlo come se lo fosse. E riusciamo a sapere qualcosina sui costi solo perché per i fondi europei utilizzati esiste questo obbligo. La prima spesa: 88mila671 euro e rotti sono serviti per la ristrutturazione molto minimalista (pavimento, pareti e rastrelliere) dei due locali Fal (totale 100 mq). Forse troppo.
All'interno per ora ci sono solo le bici di una nota società di noleggio. Tale spesa però, come dice in inglese (?) l'adesivo sulla vetrina (chiusa) è solo una tranche di altri 256mila euro, di destinazione per ora ignota, che a loro volta fanno parte di un finanziamento europeo di ben 4milioni884mila euro proveniente da un piano di mobilità Italia-Grecia.
Magari allora la velostazione si poteva fare al porto dove sarebbe stato più facile - si fa per dire - vedere qualche greco parcheggiare la sua bici. Come in altri numerosi casi del genere quando si tratta di impiegare fondi Ue non si va troppo per il sottile. Bisogna essere velo-ci e basta.

Mimmo De Lucia (Bari)

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