Martedì 22 Gennaio 2019 | 05:45

Come vent'anni fa Caro Silvio rimembri ancora...

Silvio rimembri ancora quei bei Natali in casa Cupido di vent’anni fa dove sfrecciavano amori, amorini e amorazzi. Con ‘na sola voce (la tua) ‘na chitarra di Apicella e nu poco ‘e luna. Con orge ed olgettine italo-egizie. Con l’ex camerata Gianfranco che dopo il Buon Natale non osava ancora augurarti Buona Fini; con l’arcisicuro Brunetta che si sentiva protetto più dai Ricchi che dai Poveri.

Con Bondi quasi in ginocchio che componeva e ti dedicava versi sublimi. Dall’altro schieramento Occhetto, D’Alema e Veltroni rancorosi versacci politici. uasi in ginocchio che componeva e ti dedicava poetiche terzinecon “Jjngle Belle” in sottofondo.

Quando ancora inesperto di Parlamento dialogavi con il supernavigato Peppino Tatarella. Non con Sergio Mattarella. Quando il bambino prodigio Matteo Renzi appena nato e predestinato veniva già definito il Putto del Nazareno. Quando pescavi pesci e consensi ad personam a reti televisive unificate. Quando insensibile al fascino teutonico voltavi le spalle al sex appeal di Frau Angela. Quando offrivi un ruolo di Kapò all’antipatico Schultz. Non l’inventore dell’omonima Camomilla, uno degli spocchiosi caporalmaggiori dell’Unione Europea.

Dopo aver attraversato Monti e Letta, Renzi regnante ora sono Tempi e Cupi Natali in Case Cupe con le Casse di Forza Italia al Verde e con i tuoi ex fedelissimi in fuga verso Verdini. Persino con il tuo Pupillo del Sud, il tuo San Raffaelino (non è l’amico ospedale) che ti ha messo di fronte al Fitto compiuto.

Silvio rimembri ancora... E ritenti ancora? Perché? Ripensaci. Non è da te cercare di restare a galla sul “Titanic” che affonda. Non sei tipo da “si Salvini chi può”.

Vito Trione (Bari)

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