Martedì 17 Settembre 2019 | 12:21

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Fa discutere l'ordinanza che consente i balli sino alle 2.30. Insorgono anche i gestori delle discoteche

gallipoli

GALLIPOLI - Pro e contro, sostenitori e ostili, favorevoli e contrari. Continua a dividere l’ordinanza del sindaco Stefano Minerva che ha autorizzato gli stabilimenti balneari a prolungare - da mezzanotte alle 2,30 del giorno successivo - l’orario di attività con sottofondo musicale in filodiffusione.
Termine che, rimarcano dallo staff del sindaco, si traduce in termini di diffusione soft della musica all’interno del lido. Ad alimentare la polemica, i gestori di attività di somministrazione, convinti di essere fortemente penalizzati dal provvedimento che allontana la potenziale clientela da bar e ristoranti del centro urbano.
Per questo motivo, l’associazione che riunisce commercianti ed esercenti sta valutando - e probabilmente assumerà una decisione entro oggi - se chiedere un provvedimento d’urgenza al Tar per bloccare l’ordinanza di Minerva. E il ricorso alla magistratura amministrativa potrebbe registrare anche altri interventi.
Sembrerebbe, infatti, che anche un sindacato che riunisce titolari di discoteche abbia intenzione d’intervenire in merito; e ciò a sua volta potrebbe indurre a scendere in campo, in posizione contrapposta, il sodalizio che riunisce locali d’intrattenimento, tra i quali rientrano i lidi.
Tutto ciò sembra spostare sempre di più il discorso sulla concorrenza economica (vile moneta, si diceva una volta, e chissà poi perché vile) allontanandolo dalle motivazioni che hanno indotto il sindaco ad emanare l’ordinanza.
La quale, giova ricordare, è nata intorno al tavolo per la sicurezza con i rappresentanti delle forze dell’ordine ed è stata condivisa sia dal prefetto Claudio Palomba, sia dal dottore Guido Aprea, che da commissario straordinario della città aveva emanato il regolamento modificato da Minerva. Lo scopo: evitare che i giovani, chiusi i lidi a mezzanotte, si spostassero nella vicina Baia Verde, dove molti di loro risiedono nella case vacanza, organizzando rumorose feste private sulle terrazze e disturbando la quiete pubblica.
Ovviamente, il provvedimento è ben visto dai titolari di lidi che effettuano intrattenimento, che si ritenevano penalizzati tanto in rapporto all’ordinanza regionale che li autorizza a tenere aperta la struttura anche h 24, sia nei confronti di un libero mercato che si alimenta di concorrenza e iniziative; anche mirate, se occorre, a richiamare clientela.
«Perché - si chiede in proposito Cesario Faiulo, titolare del lido Zen situato sulla litoranea sud cittadina - nel centro abitato un bar o un artigiano può diffondere musica nel proprio locale senza alcuna limitazione oraria, un esercizio può fare musica e trasmettere una partita di calcio o le Olimpiadi all’esterno del proprio locale fino all’1,30, e noi dovevamo sospendere ogni attività a mezzanotte, benché sia notorio che i giovani difficilmente escono da casa prima delle 23,30? E attenzione, che non stiamo parlando né di musica da discoteca, né di aggiungere serate a quelle già previste, ma d’intrattenimento con musica che all’esterno del lido non si percepisce affatto. E allora, perché dà fastidio? Quali possono essere le preoccupazioni per l’ordine pubblico o la sicurezza o altro? Dobbiamo ricordare che la sicurezza sulla litoranea è migliorata senza possibilità di confronto con il passato, dopo che, come lidi, ci siamo fatti carico d’illuminarla e abbiamo consentito non solo ai giovani di percorrerla senza pericoli, ma anche alle famiglie di ritornare a viverla? A chi dà fastidio?».

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